All’inizio del XX secolo l’orso bruno era stato sterminato in quasi tutta
l’area alpina. Ora, seppur lentamente, esso si sta di nuovo diffondendo.
La mancanza di spazio, tuttavia, lo costringe a vivere in prossimità degli
uomini: una vicinanza alla base di numerosi conflitti.
Per il WWF il fatto che l’orso stia riconquistando il suo territorio non può che essere una buona notizia. Il ritorno dell’orso bruno è infatti uno dei nostri principali obiettivi. La sua ricomparsa, purtroppo, porta con sé una serie di conflitti, poiché l’uomo si è nel frattempo abituato a una vita senza orsi. Le arnie e i cassonetti della spazzatura sono senza protezioni, pecore e capre pascolano incustodite, e i pollai non hanno recinzioni. Tutto ciò dimostra come la Svizzera sia totalmente impreparata al ritorno dell’orso. La paura nei confronti di questo grande predatore, inoltre, scatena forti emozioni. L’uccisione degli orsi, tuttavia, non può e non dev’essere l’unica soluzione.
Il 75% della popolazione è per
Il WWF è convinto che sia possibile ridurre i conflitti tra l’uomo e i grandi predatori. Secondo alcuni sondaggi la popolazione svizzera auspica una convivenza pacifica: il 75% dei cittadini è a favore del ritorno di animali un tempo estinti come l’orso, il lupo e la lince.
È fondamentale che le 25 000 pecore e le 20 000 capre che ogni estate sono al pascolo non siano delle prede troppo facili per i grandi predatori. Per questo, il WWF ha testato per quattro anni l‘impiego dei cani da protezione delle greggi, ottenendo ottimi risultati. Da allora sono sempre più numerosi gli allevatori che proteggono le greggi in questo modo.
I cani da protezione però non amano molto la pausa invernale. Il WWF ha quindi deciso di contribuire all‘allestimento di pensioni in cui i cani possano svernare senza rinunciare al lavoro con le greggi, alleggerendo al contempo l‘impegno dei contadini. Tutto ciò favorisce l‘affermarsi del programma di protezione delle greggi che comprende anche l‘aiuto ai pastori: persone interessate a dare una mano vengono formate per la sorveglianza delle greggi e passano l‘estate sull‘alpe.
Il 75% della popolazione è per
il ritorno dei grandi predatori
Il WWF è convinto che sia possibile ridurre i conflitti tra l’uomo e i grandi predatori. Secondo alcuni sondaggi la popolazione svizzera auspica una convivenza pacifica: il 75% dei cittadini è a favore del ritorno di animali un tempo estinti come l’orso, il lupo e la lince. È fondamentale che le 25 000 pecore e le 20 000 capre che ogni estate sono al pascolo non siano delle prede troppo facili per i grandi predatori. Per questo, il WWF ha testato per quattro anni l‘impiego dei cani da protezione delle greggi, ottenendo ottimi risultati. Da allora sono sempre più numerosi gli allevatori che proteggono le greggi in questo modo.
I cani da protezione però non amano molto la pausa invernale. Il WWF ha quindi deciso di contribuire all‘allestimento di pensioni in cui i cani possano svernare senza rinunciare al lavoro con le greggi, alleggerendo al contempo l‘impegno dei contadini. Tutto ciò favorisce l‘affermarsi del programma di protezione delle greggi che comprende anche l‘aiuto ai pastori: persone interessate a dare una mano vengono formate per la sorveglianza delle greggi e passano l‘estate sull‘alpe.




























Progetto di protezione delle greggi 