Tenuto conto della situazione precaria dei mari, i programmi di certificazione per una pesca e acquacoltura responsabili acquistano un’importanza sempre maggiore.
Il label MSC per pesci e prodotti ittici selvatici
Nel 1997 il WWF e la multinazionale Unilever hanno fondato il Marine Stewardship Council (MSC). Oggi MSC è un’organizzazione indipendente, il cui marchio garantisce una pesca ecologica capace di mantenere costante il livello degli effettivi delle popolazioni ittiche. Con la collaborazione di scienziati, esperti di pesca e organizzazioni ambientaliste, MSC ha sviluppato uno standard ambientale per la valutazione e la certificazione della pesca.
Lo standard MSC si fonda su tre principi:
È consentito pescare unicamente una quantità di pesce proporzionale alla capacità di riprodursi della specie. Se una popolazione mostra segni di essere soggetta a pesca eccessiva, occorre prendere provvedimenti per garantire la ripresa degli effettivi.
La pesca non deve compromettere la struttura, la varietà e la produttività del relativo ecosistema e di tutte le specie che lo popolano.
L’industria ittica deve elaborare un piano di gestione che illustri le modalità in cui vengono soddisfatti i requisiti ecologici, legislativi e politico-sociali.
Nell’ambito del processo di certificazione, le aziende di pesca si sottopongono a un’analisi scientifica approfondita; inoltre, si impegnano a gestire uno stock in modo sostenibile a lungo termine e a prendere provvedimenti immediati nel caso in cui i parametri di riferimento non siano rispettati. Organi indipendenti sottopongono regolarmente a controlli le aziende di pesca MSC e tutte le industrie di lavorazione da esse rifornite.
Sul mercato svizzero sono attualmente disponibili oltre 138 prodotti contrassegnati con il label MSC.
Il marchio “bio” per pesci e prodotti ittici d’allevamento
Anche gli allevamenti ittici tradizionali generano spesso effetti negativi, tra questi una densità di popolazione del pesce troppo elevata, l’utilizzo massiccio di sostanze chimiche e antibiotici e un’elevata percentuale di olio e farina di pesce nel mangime.
Per questo motivo sono molto apprezzati gli sforzi che si stanno compiendo anche nel settore dell’acquacoltura per creare allevamenti sostenibili. I pesci d’allevamento “bio” soddisfano tutti i criteri stabiliti per un’acquacoltura sostenibile e gestita nel rispetto dell’ambiente.
I pesci d’allevamento con il marchio “bio” garantiscono:
Utilizzo di mangimi da fonti sostenibili. Utilizzo di farine di pesce derivanti solo dagli scarti della lavorazione di prodotti ittici ad uso alimentare (i mangimi utilizzati non derivano da pesce pescato espressamente a tale scopo).
Sistemi di allevamento adatti alla specie e adeguata densità di popolazione dei pesci.
Disposizioni rigide sull’utilizzo di farmaci quali antibiotici e ormoni. È vietato l’utilizzo di antibiotici nell’allevamento di gamberetti.
Nessun ricorso all’ingegneria genetica.
Rischi minimi per l’ambiente; tutela degli ecosistemi confinanti; divieto di disboscare le foreste di mangrovie.
Divieto di utilizzare aromatizzanti e coloranti, limitazioni nell’uso di conservanti.
Coop e Migros offrono già una discreta scelta di pesci e gamberetti a marchio “bio”.
Acquistando prodotti ittici contrassegnati dai label MSC o “bio” si sostengono le tecniche di pesca e gli allevamenti che adottano approcci responsabili, e soprattutto si contribuisce a mantenere intatte le risorse naturali del nostro pianeta.