
La costa dell’Africa orientale è caratterizzata da paesaggi spettacolari e da una straordinaria varietà di ambienti naturali e di specie animali e vegetali, sia in mare che sulla terraferma. Inoltre è uno degli ultimi luoghi al mondo che ospita una così grande concentrazione di fauna animale. Le regioni costiere del Kenia, della Tanzania e del Mozambico danno da vivere a 25 milioni di persone. I redditi derivanti dalle concessioni estere per lo sfruttamento del legname, del petrolio e dei minerali, oltre che della pesca, rappresentano per l’economia di questa regione una notevole fonte di reddito e possono contribuire allo sviluppo economico di questi tre paesi africani. Ma lo sfruttamento delle risorse naturali in genere non è ecosostenibile e spesso avviene in maniera illegale. Gli investimenti sono per lo più a breve termine e i redditi che ne derivano di solito non favoriscono lo sviluppo di questa regione nel suo insieme.
C’è molto lavoro da fare
Ci sono molte e svariate attività che ci avvicinano a poco a poco ai nostri obiettivi:
- Pesca illegale: nel luglio del 2008 i paesi della comunità per lo sviluppo dell’Africa Australe (in inglese „Southern African Development community - SADC) hanno firmato una dichiarazione contro la pesca illegale. Ora si tratta di metterla in pratica.
- Pesca sostenibile: il WWF appoggia i pescatori e l’industria ittica locale per una pesca sostenibile
- Frutti di mare col marchio di qualità: in Mozambico è stato introdotto il label MSC (Marine Stewardship Council) che garantisce la pesca sostenibile dei frutti di mare tropicali.
- Protezione del dugongo (detto anche mucca di mare): grazie alle informazioni e alla creazione di fonti di reddito alternative per la popolazione locale, tra il 1991 e il 2008 la popolazione di questo mammifero marino nell’area del progetto è passata dai 50 ai 150 esemplari.
- Riserva marina: attualmente il ministro dell’ambiente del Mozambico sta prendendo in considerazione la possibilità di creare una riserva marina in un’area ampia 17.000 km2. Verrebbe così creata la più grande riserva marina dell’Africa, grande quanto i Grigioni, il Vallese e il cantone di Berna messi assieme.
- Protezione delle foreste: in Tanzania la superficie delle foreste protette è passata da 80 a 1730 km2. Grazie all’intervento del WWF anche il maggiore produttore di canna da zucchero ha accettato di cedere 14 km2 delle sue piantagioni all’area protetta. Dopo anni di lavoro in Kenia finalmente dieci foreste sacre sono state dichiarate patrimonio mondiale dell’UNESCO.
- Certificazione FSC: grazie all’appoggio finanziario del WWF le foreste locali dell’area protetta di Mpingo in Tanzania hanno ottenuto la certificazione FSC (Forest Stewardship Council). Ora gli abitanti dei villaggi possono vendere il legname delle loro foreste prodotto in maniera ecosostenibile.