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Dai rifiuti ai manufatti artistici Il mare di fronte a Kiunga, lungo la costa settentrionale del Kenia, ospita una ricca varietà di pesci e coralli: stando ai calcoli effettuati, circa 150 specie. Qui non solo crescono le più grandi foreste di mangrovie del Kenia, ma sono presenti anche distese di alghe marine che offrono riparo e nutrimento a specie animali minacciate, come le tartarughe di mare o i dugonghi. Dal 1980 l’area è sotto tutela e considerata ufficialmente riserva marina. Tuttavia, per lungo tempo questo status di protezione è valso a ben poco.
In passato, il patrimonio ittico dell’area era vittima di uno sfruttamento eccessivo da parte dei pescatori, che con le loro reti a maglia stretta hanno danneggiavano anche le delicate barriere coralline. Ma non finiva qui. I nidi delle tartarughe marine erano oggetto di saccheggio da parte di ladri di uova e montagne di rifiuti depositati a riva dalla corrente ostruivano a questi rettili la via dal mare ai luoghi di deposizione.
Nel 1995 il WWF ha iniziato a collaborare con la popolazione locale alla ricerca di soluzioni volte a uno sfruttamento sostenibile del patrimonio marino di Kiunga. Alla fine, l’impegno profuso ha dato i suoi frutti. Oggi uomini e bambini ripuliscono le spiagge dai detriti depositati dalla corrente. Un gruppo di donne provvede a classificare i rifiuti, ricavando dai sandali di gomma trasportati dal mare portachiavi e gadget per i turisti. Il ricavato della vendita permette loro di comprare, tra le altre cose, i libri di scuola per i propri bambini.
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