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Problemi e soluzioni
Parco Nazionale di Berchtesgaden, Germania
Problemi e soluzioni
La biodiversità e la bellezza paesaggistica dell’arco alpino sono in pericolo. Il suo patrimonio naturale e culturale si dibatte sotto i colpi inferti da una società sempre più succube della globalizzazione e della mercificazione.

I Paesi della regione alpina hanno preso coscienza della catastrofe imminente e sono decisi a cambiare rotta. Insieme, hanno elaborato la Convenzione delle Alpi per proteggere questa magnifica catena montuosa e consentirne l’utilizzo secondo criteri di sostenibilità. Si tratta del progetto più completo mai avviato finora per lo sviluppo ecocompatibile di una regione, un’iniziativa in grado di schiudere prospettive promettenti per la natura delle Alpi e per i suoi abitanti.

Le minacce ecologiche che gravano sull’arco alpino sono ben note e le soluzioni per garantire un utilizzo sostenibile delle risorse di questo territorio sono davvero numerose. Per il WWF, queste minacce rappresentano al tempo stesso un’opportunità da non perdere per trovare nuove misure efficaci.


Entlebuch
Agricoltura di montagna
Nei pendii montani e nelle pianure più accessibili è praticata in misura crescente l’agricoltura intensiva, mentre gli alpeggi e le valli isolate vengono abbandonati. L’intensificazione delle pratiche agricole o il rimboschimento delle praterie e dei pascoli abbandonati dall’uomo comportano una perdita di biodiversità.
L’agricoltura di montagna è essenziale per la conservazione dei valori naturali alpini.

FSC-zertifizierter Wald im Safiental, Graubünden.
Attività forestali di montagna
La maggior parte delle valli alpine è ormai disboscata. Le aree di foresta rimanenti si concentrano sui pendii montani, dove coprono ancora oggi grandi superfici e svolgono un ruolo molto importante come corridoi biologici.
La foresta è una risorsa rinnovabile da gestire in modo sostenibile.

Flusskraftwerk zwischen Evionnaz und St. Maurice
Gestione dell’acqua
I fiumi e i torrenti, le aree riparie e umide delle Alpi sono stati intensamente modificati, degradati e drenati. Gli impianti idroelettrici, con i loro sistemi di captazione e accumulo di acqua, hanno modificato profondamente il paesaggio alpino. Solo il 10% dei fiumi si trova ancora in condizioni naturali o parzialmente naturali.
L’energia ecologica e la rivitalizzazione dei corsi d’acqua danno una possibilità di sopravvivenza alle popolazioni ittiche dei nostri fiumi.

Cementificazione massiccia nella Saastal (VS) 2001, Svizzera.
Urbanizzazione
L’alta urbanizzazione delle valli, in particolare gli insediamenti e le infrastrutture per il trasporto, rappresentano una barriera insormontabile per molte specie e impediscono la creazione di reti ecologiche.
Una pianificazione territoriale efficace, l’imposizione di vincoli edilizi e la costruzione di ponti biologici sui principali assi stradali potrebbero contribuire a risolvere questi problemi.

Parcheggi strapieni presso le stazioni a valle, Zermatt, Täsch, 1990.
Trasporti
Ogni anno attraversano le Alpi circa 120 milioni di persone e oltre 150 milioni di tonnellate di merci, di cui solo un quarto su rotaia. Le conseguenze sono rumori ed emissioni inquinanti.
Incentivando il trasporto intermodale, ad es. il trasporto combinato strada-rotaia, è possibile risolvere con facilità questi problemi. In Svizzera, due terzi delle merci (circa 38 milioni di tonnellate nel 2005) attraversa le Alpi su ferrovia.

Davos, Parsenn - canon à neige
Turismo
Ogni anno 120 milioni di turisti visitano le Alpi e, per accoglierli, 303 centri turistici mettono a disposizione oltre 5 milioni di posti letto. Questo afflusso di visitatori esercita una pressione notevole sulle risorse alpine.
Il bilancio ecologico del settore turistico, fondamentale per l’economia delle popolazioni alpine, potrebbe migliorare nettamente grazie a un adeguamento delle attività praticate.

Anch’io vorrei fare qualcosa per il clima. Purtroppo, però, sono solo un ghiacciaio che si scioglie.
Cambiamento climatico
Il riscaldamento globale registrato nell’ultimo secolo ha già provocato la riduzione dei ghiacciai alpini e una migrazione delle piante alpine verso l’alto, a una velocità compresa tra 0,5 e 4 metri al decennio. Questo fenomeno e il mutare del clima rappresentano la sfida più grande per la fauna e la flora delle Alpi.
Riducendo le nostre emissioni di CO2 allentiamo anche la pressione sulla biodiversità alpina.

 
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