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Cementificazione massiccia nella Saastal (VS) 2001, Svizzera.
Poco spazio troppo sfruttato
Dicendo “Alpi“ si pensa immediatamente alle vette e ai ghiacciai. Tuttavia l’alta montagna copre solo il 16 percento della superficie alpina complessiva. Pascoli e arbusti nani coprono il 19 percento. Con il 43 percento, la foresta ha di gran lunga la quota di superficie più estesa. Quindi le Alpi sono in primo luogo una terra di foreste.

Il rimanente 22 percento della superficie alpina è costituito da valli e terrazzamenti sulle pendici. Qui è in corso una dura battaglia per accaparrarsi ogni metro quadrato. Gli insediamenti urbani e le vie di comunicazione costringono l’agricoltura ad arretrare. Molte delle principali valli alpine rischiano di soffocare nel cemento.

Due terzi della popolazione delle Alpi vive già in centri urbani. L’agglomerazione e i centri turistici divorano sempre più in profondità il paesaggio culturale tradizionale. Con conseguenze negative anche sulla natura, perché gli insediamenti e le vie di comunicazione sono ostacoli insormontabili per molte specie animali.

Nelle Alpi serve una nuova politica territoriale, che sappia mettere chiari limiti all’edificazione, spesso caotica, e rompa le barriere esistenti. Solo in questo modo si può salvaguardare e, se necessario, ripristinare, un ambiente vario ed ospitale, per l’uomo e per gli animali.