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Il delfino del Mekong
Area di distribuzione del delfino di fiume del Mekong.
Irrawaddy dolphin (Orcaella brevirostris), held captive in a marine park in Jakarta, Indonesia. Irrawaddy dolphins loose much of their natural pigmentation, when held in captivity. In fact, it is a safe sign of capture from the wild and subsequent captivity, if a remainder of the natural pigmentation is still visible around the eyes - as it is in this case. WWF does not support the capture and "translocation" of Irrawaddy dolphins to other than their original environment, because so far none of the species has survived this.
Il delfino Irrawaddy
Il delfino Irawaddy (Orcaella brevirostris), detto anche orcella asiatica,  è stato scoperto  nel 1866. Sono presenti diverse popolazioni, isolate geograficamente le une dalle altre.

Alcune popolazioni possono esistere solo in acque dolci: nelle acque del Mekong, in un tratto di 190 km tra la zona di confine di Laos e Camdogia e la città cambogiana di Krati sono presenti 78-91 esemplari.  60-70 esemplari vivono invece in un tratto di 420 km del fiume Mahakam, nell'est Kalimantan, in Indonesia e 50-70 in un tratto di 370 km del fiume Ayeyarwady nel Myanmar. Per il resto questo delfino è presente nel fiume Irrawaddy (Myanmar), da cui deriva il suo nome.

Le popolazioni di acqua marina vivono nell’area indo-pacifica, vicino alle coste dell’Asia sudorientale, dall’India alla Tailandia fino alla Papua Nuova Guinea. Inoltre ci sono alcuni delfini che sopravvivono nei mari salati Songkhla in Tailandia e Chilka in India.  Nelle acque a nord dell'Australia vive  invece l' orcella asutraliana  (Orcaella heinsohni).
Le minacce
L’habitat di questi animali che pesano 90-150 kg e sono lunghi 1,80–2,75 m viene sfruttato ovunque dall’uomo in modo intensivo. Le principali cause di morte che minacciano i pochi esemplari presenti oggi nel Mekong sono quattro:
  • Spesso i delfini Irrawaddy muoiono nelle reti dei pescatori oppure a causa dell’uso della dinamite nella pesca. Gli animali devono spostarsi regolarmente sulla superficie dell’acqua per respirare. Se rimangono impigliati nelle reti dei pescatori, muoiono soffocati dopo pochi minuti.
  • Un’elevata densità di popolazione lungo i fiumi e la presenza di sostanze nocive provenienti dall’agricoltura inquinano l’habitat dei delfini. Questa grave situazione ambientale ha probabilmente un’influenza diretta sulla capacità procreativa e sul tasso di sopravvivenza dei delfini di fiume.
  • Gli animali vengono feriti dalle eliche dei motoscafi e sono ipersensibili al rumore.
  • Le dighe di sbarramento sono ostacoli invalicabili per i delfini. Con le dighe progettate sul Mekong, i pochi animali restanti verrebbero isolati tra loro e in questo modo la loro specie non avrebbe alcuna possibilità di prosperare.

Il WWF all’azione
Il delfino del Mekong è un animale di grande rilevanza culturale per la Cambogia. Il WWF informa la popolazione che vive nei villaggi lungo il Mekong sulle fonti di pericolo e costruisce con gli abitanri una rete di osservazione. Insieme alle autorità e ai pescatori si dovranno creare aree protette nelle quali vietare la pesca. Queste aree serviranno alla riproduzione di tutte le popolazioni di pesci del Mekong e in futuro contribuiranno ad evitare una pesca eccessiva. A Kampi (Cambogia) è stata creata una prima forma di ecoturismo per l’osservazione dei delfini con barche a remi. Dal 2001 al 2005 il numero di visitatori è salito da 1600 a 5600. In collaborazione con altre organizzazioni vengono apportate migliorie ai metodi di coltivazione agricola nei villaggi. In questo modo è possibile creare una fonte di reddito alternativa alla pesca e le persone sono così disposte ad impiegare metodi di pesca non distruttivi.

Le attività di tutela del delfino Irrawaddy vengono svolte nell’ambito del programma Greater Mekong del WWF.
 
WWF report: river dolphins & people: shared rivers, shared future (English)
PDF 4.04 MB
"Mekong Diaries" (inglese)



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