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L’unica scimmia antropomorfa asiatica è a rischio d’estinzione L’orangutan, o orango, il più grande mammifero arboricolo esistente, ama vivere tra le chiome degli alberi nelle foreste tropicali. Servendosi dei suoi muscolosi arti anteriori e dei forti piedi prensili si arrampica con prudenza sugli alberi, alla ricerca di frutti dolci, foglie e insetti.
I maschi vivono per lo più appartati, mentre le femmine tendono a formare ristretti gruppi familiari assieme ai loro piccoli. Questa scimmia ha tempi di riproduzione molto lenti: le femmine infatti diventano sessualmente mature solo all’età di 12 anni.
L’orango è l’unica scimmia antropomorfa dell’Asia. Può sopravvivere fino a 40 anni e arriva a pesare 100 kg (i maschi) o 45 kg (le femmine). Se distende gli arti anteriori, può raggiungere un’apertura delle braccia di due metri e mezzo. Per contro, le zampe posteriori sono corte. Per via dell’andatura impacciata sulla terraferma, preferisce trascorrere gran parte del tempo sugli alberi.
L’orango sopravvive solo nel Borneo e a Sumatra
Oggi l’orango, un tempo diffuso nell’intero territorio asiatico, vive allo stato naturale esclusivamente nelle foreste tropicali di Sumatra e del Borneo, di cui sono originarie rispettivamente la sottospecie Pongo pygmaeus abelii e Pongo pygmaeus.
Purtroppo proprio queste zone sono interessate da una deforestazione che non conosce limiti, per rispondere alle esigenze del commercio del legname, dei proprietari di piantagioni di palme da olio e delle aziende agricole, che pretendono superfici sempre più estese. Spesso vengono così appiccati incendi che molte volte sfuggono al controllo e finiscono per inghiottire numerose scimmie che altrimenti, nel tentativo di rifugiarsi nei villaggi limitrofi, verrebbero uccise dagli abitanti impauriti.
Il commercio degli oranghi è una pratica ancora diffusa in diversi Paesi, dove alcuni animali vengono tenuti al pari di animali domestici oppure uccisi per poi venderne i crani sul mercato.
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