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La politica climatica in Svizzera Ratificando il Protocollo di Kyoto nel luglio del 2003, la Svizzera si è impegnata a ridurre le sue emissioni di gas a effetto serra, rispetto al 1990, dell’ 8% dal 2008 al 2012. Per raggiungere questo obiettivo, già nel 1999 il Parlamento ha approvato la legge sulle emissioni di CO2.
La legge sulle emissioni di CO2 – lo strumento più importante della politica climatica svizzera
La legge sul CO2 stabilisce che, entro il 2010, le emissioni di anidride carbonica, dovute alla combustione di energie fossili, vengano ridotte del 10% rispetto ai livelli registrati nel 1990. Per i combustibili e per i carburanti sono stati fissati degli obiettivi parziali diversi: per i combustibili il 15%, per i carburanti l’8%. Fino al 50% di queste riduzioni possono essere raggiunte attraverso dei progetti di protezione del clima all’estero ed acquistando certificati di emissione. La legge sul CO2 consente al Governo federale l’applicazione di una tassa d’incentivazione sugli agenti energetici fossili, la cosiddetta tassa sul CO2, nel caso in cui i provvedimenti volontari non consentissero di conseguire gli obiettivi fissati per il 2010.
A che punto siamo?
Secondo le statistiche annuali (ultimo aggiornamento: 28.06.2010), dal 1990 in poi non è stato possibile ridurre in quantità significativa le emissioni di CO2 derivate dalle energie fossili. Anche includendo nel computo l’acquisto all’estero di quote d’emissione, ormai gli obiettivi fissati dalla legge sul CO2 non possono più esser raggiunti.
Ciò dipende soprattutto dal fatto che le emissioni di CO2 da carburanti superano tuttora del 14% quelle del 1990. In compenso, le emissioni da combustibili – grazie alla tassa sul CO2 introdotta il 1° gennaio 2008 – si sono potute diminuire del 12%.
In Svizzera, gli obiettivi fissati dal Protocollo di Kyoto potrebbero esser raggiunti soltanto se l’economia non crescesse in modo eccessivo, se i boschi svizzeri, grandi magazzini di carbonio, non venissero distrutti da nessuna tempesta del tipo Lothar e se degli inverni
miti contribuissero ad un uso di olio da riscaldamento al di sotto della media. La Svizzera, come unico paese partner di Kyoto eccetto il Canada, in futuro rischia dunque di non rispettare l’obbligo di riduzione di gas a effetto serra.
La tassa d’incentivazione sul CO2
Dal 1° gennaio 2010 la tassa sul CO2 ammonta a 9 centesimi per litro di olio da riscaldamento e a 7,5 centesimi per metro cubo di gas naturale. Come minimo due terzi dei suoi proventi vengono ridistribuiti alla popolazione e alle imprese, sia sotto forma di una detrazione dai premi della cassa malati, sia sotto forma di una ridistribuzione proporzionale alla massa salariale AVS. Con il terzo restante si promuove il risanamento energetico degli involucri degli edifici e la sostituzione di riscaldamenti a base di energie fossili. (www.dasgebaeudeprogramm.ch).
Come si può vedere dalle statistiche, queste aliquote sono insufficienti per conseguire gli obiettivi di riduzione prefissi. Ma questo si sapeva già nel 2006, quando il Parlamento le ha fissate. Perciò, il più presto possibile, va introdotto un aumento graduale dell’aliquota, fino ad arrivare a 30 centesimi per litro di olio da riscaldamento.
Il „centesimo per il clima“
L'industria petrolifera in Svizzera ha scelto „volontariamente“ questa misura (1.5 centesimi per litro) per impedire l'introduzione della tassa sul CO2 sui carburanti. Ma questa misura non basta per ridurre le emissioni in costante crescita del traffico stradale. Si è visto che in primo luogo il centesimo per il clima riduce le emissioni di CO2 all’estero attraverso l’acquisto di certificati d’emissione, mentre in Svizzera aumenta continuamente il consumo di benzina e diesel. L’Alleanza per una politica climatica responsabile (www.klima-allianz.ch), di cui il WWF fa parte, esige dalla fondazione „Centesimo per il clima“ che i certificati acquistati all’estero rispondano necessariamente alle esigenze del marchio di qualità Gold Standard. Finora questo marchio ha potuto esser applicato soltanto a pochi certificati.
Inoltre è già dal 2002 che il WWF richiede che la tassa sulle emissioni di CO2 prevista dalla legge venga applicata anche su benzina e diesel. Questo, perché in Svizzera il prezzo della benzina è nettamente più basso che nei paesi vicini, il che non solo attira gli automobilisti delle regioni di confine a fare il pieno qui, ma il prezzo basso della benzina induce anche ad usare più spesso la macchina ed a comprare delle macchine che consumano sempre di più. Non ci si deve quindi meravigliare che, anno dopo anno, la Svizzera disponga della flotta di macchine nuove più “assetata” d’Europa.
La politica climatica dopo il 2012
Nel febbraio del 2008 il WWF, insieme a oltre 30 altre organizzazioni, ha consegnato l’«Iniziativa popolare per un clima sano» che richiede una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra di almeno il 30% rispetto al 1990. Il 26 agosto 2009, il Consiglio federale ha proposto la revisione della legge sul CO2 quale controprogetto indiretto all’iniziativa “Per un clima sano”. Questo progetto prevede solo una riduzione del 20% delle emissioni di gas serra, di cui soltanto la metà deve esser realizzata in Svizzera. Nella sessione estiva 2010, il Consiglio nazionale ha migliorato leggermente questo controprogetto assolutamente insufficiente: entro il 2020 la riduzione a livello nazionale deve arrivare almeno al 20% e al Consiglio federale viene data la competenza di alzare questo obiettivo fino al 40%, se gli accordi internazionali lo giustificano. Fino al 75% di questo aumento potrebbe esser realizzato all’estero. Grazie a questa variante proposta dal Consiglio nazionale, la Svizzera rimarrebbe sì al di sotto delle necessità definite dalla scienza climatica, al di sotto delle richieste dell’iniziativa “Per un clima sano” e anche al di sotto delle misure prese dai paesi europei all’avanguardia in ambito di politica climatica, ma almeno si verrebbe a trovare nella media dei paesi dell’UE. I dibattiti nel Consiglio degli Stati durante la sua sessione invernale 2010, nonché l’eliminazione delle divergenze nel corso del 2011 sono i prossimi obiettivi del procedimento legislativo. (vedi: parlament.ch, 09.67)
La revisione della legge sul CO2 prevede le seguenti misure:
- Una tassa d’incentivazione sui combustibili e – se la revisione viene approvata dal Consiglio degli Stati – anche sui carburanti.
- L’introduzione delle leggi europee per i veicoli nuovi (130g CO2/km entro il 2015 per la media della flotta).
- Un programma di risanamento degli edifici.
- La partecipazione al sistema europeo di scambio di quote di emissioni da parte dei grandi emettitori e il mantenimento dell'Agenzia dell'energia per l'economia (AEnEC).
- La compensazione parziale delle emissioni prodotte da carburanti attraverso dei progetti di protezione del clima in Svizzera e all’estero.
- Delle misure da prendere in favore di un’efficacia energetica e ambientale e l’obbligo da parte delle centrali a combustibile fossile di compensare integralmente le loro emissioni.
Il WWF accompagna da vicino questo processo legislativo con l’obiettivo di poter migliorare in modo considerevole il progetto governativo. Inoltre il WWF è l’organo di coordinamento dell’iniziativa“Per un clima sano“ e ne presiede l’associazione di sostegno. Se il controprogetto indiretto dovesse risultare insufficiente, andrebbe probabilmente sottoposto a votazione popolare nella primavera del 2012.
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