Nuova direzione al WWF Svizzera

Dopo quasi nove anni Hans-Peter Fricker ha lasciato la sua carica di CEO del WWF Svizzera in mani più giovani. La nuova persona alla testa dell’organizzazione si chiama: Thomas Vellacott.
Lei è al WWF dal 2001. Cosa è cambiato in questi anni?
Verifichiamo molto più spesso qual è l’efficacia dei nostri progetti. Inoltre il lavoro a livello politico ed economico ha assunto una maggiore importanza, perché in questi ambiti c’è un potenziale incredibile.

Non c’è forse il rischio di trascurare il classico lavoro sul terreno?
Il lavoro sul terreno è parte integrante del nostro operato ed è uno dei nostri quattro pilastri. Il WWF opera e integra i propri sforzi su vari livelli: con le aziende, con i consumatori, in ambito politico e appunto con le azioni sul campo. Solo conoscendo il punto di vista di chi lavora sul terreno è possibile capire quali siano i cambiamenti necessari. In pratica i collaboratori del WWF devono saper portare giacca e cravatta ma anche gli stivali.

Quale sentiero seguirà il WWF sotto la sua guida?
I nostri principali obiettivi, il sostegno alla biodiversità e la gestione
sostenibile delle risorse, sono di lungo termine. Da questo punto di vista non cambierà nulla ma saranno invece diversi i metodi con cui intendiamo
portare a termine la nostra missione. Vedo un grande potenziale nel lavoro dei volontari, che potremo coinvolgere molto di più. Ci occorre inoltre una maggior incisività sul piano internazionale.
 / ©: Nik Hunger
Thomas Vellacott
© Nik Hunger

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