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Traffico aereo

Solo il cinque per cento circa degli abitanti della Terra ha viaggiato in aereo almeno una volta nella vita. Eppure, le emissioni correlate a questa forma di trasporto sono enormi: recarsi in vacanza in aereo comporta una produzione di CO2 pari a quella di un'auto in un intero anno.

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Effetto climatico del traffico aereo nel 2008 e nel 2010
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Il traffico aereo aumenta in maniera rapida e costante: secondo le stime effettuate dall'industria aeronautica, entro il 2020 dovrebbe raddoppiare su scala planetaria rispetto ai livelli registrati nel 2005. In Svizzera, i viaggi aerei sono responsabili già oggi di oltre il 14 per cento dell'effetto climatico. Se questo trend prosegue, entro il 2020 tale valore sfiorerà il 24 per cento.

Ma non è solo il CO2 a danneggiare il clima: anche l'ossido di azoto, emesso in grandi quantità, e il vapore acqueo contribuiscono a riscaldare l'atmosfera. Considerando che nel breve periodo non sono previste grandi innovazioni tecnologiche in questo campo e che non di rado gli aerei vengono utilizzati per 30 anni, è quanto mai necessario varare subito disposizioni giuridiche chiare che regolamentino questo settore. A livello internazionale andrebbero introdotti lo scambio di quote di emissioni, già in programma, e le tanto discusse tasse per la prevenzione dei mutamenti climatici; a livello locale servono ulteriori contingentamenti.

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I motivi della crescita

Secondo una convenzione internazionale stipulata nel 1944 (Convenzione di Chicago) e gli accordi bilaterali basati su di essa, le compagnie aeree non sono tenute a pagare alcuna tassa sul carburante di cui si riforniscono. Pertanto, in tutto il mondo, il cherosene è esente da qualsiasi imposta sugli oli minerali. I passeggeri degli aerei non pagano nemmeno l'imposta sul valore aggiunto. In più, va tenuto presente che gli aeroporti sono stati costruiti nella maggior parte dei casi grazie a finanziamenti statali agevolati o addirittura a costo zero. In sintesi: da decenni, il trasporto aereo è sovvenzionato, direttamente o indirettamente. Finché questa situazione non cambia, il traffico aereo continuerà ad aumentare.

Le richieste del WWF

  • Nell'UE, a partire dal 2012, il traffico aereo è integrato nel sistema europeo di scambio di quote di emissioni. La Svizzera deve assolutamente aderire a questo sistema.
  • Come già avviene per le centrali a gas a ciclo combinato, si potrebbe chiedere anche al settore del trasporto aereo di compensare le proprie emissioni di gas serra. Va in questa direzione la tassa generale sul biglietto aereo destinata alla cooperazione per lo sviluppo, che è già stata introdotta in alcuni Paesi. Tasse analoghe potrebbero essere utilizzate anche per potenziare il finanziamento del Fondo di adeguamento ai cambiamenti climatici (Adaptation Fund). La Germania e l'Austria hanno introdotto una tassa sul trasporto aereo per incentivare l'adozione di comportamenti responsabili in relazione a questa modalità di trasporto.
  • L'esenzione del trasporto aereo dall'imposta sul valore aggiunto finisce per sovvenzionare questo tipo di spostamenti, che sono fin troppo a buon mercato. Per questo, il WWF chiede l'introduzione dell'IVA sui biglietti aerei.
  • In ogni caso, tutti questi strumenti di controllo nazionali e internazionali non possono impedire che a livello locale il trasporto aereo eserciti un impatto fortemente negativo sulla popolazione e sull'ambiente. Per arginare tali effetti dannosi, una limitazione e la messa all'incanto dei diritti di atterraggio rimane indubbiamente lo strumento più efficiente.

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Già da decenni, il traffico aereo viene sovvenzionato, direttamente o indirettamente.
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Alternative rispettose del clima

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Raffronto sugli effetti dei gas serra
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Per i voli a corto raggio – oltre l'80 per cento dei passeggeri svizzeri deve raggiungere destinazioni che si trovano in Europa – esiste un'alternativa più rispettosa del clima e spesso più veloce: il treno o l'autobus. Le tecnologie mettono a nostra disposizione anche nuove possibilità di comunicazione, come le conferenze telefoniche o le videoconferenze, che consentono di comunicare con partner commerciali lontani senza dover ricorrere a spostamenti in aereo. Uno studio del WWF ha dimostrato che buona parte delle aziende elvetiche esaminate sta già adottando strategie ad hoc per ridurre l'impatto ambientale dei viaggi di lavoro, con un notevole risparmio di CO2, tempo e denaro.

In sintesi

Solo combinando incentivi volti a incrementare l'efficienza del traffico aereo dal punto di vista climatico e provvedimenti che ne limitino la crescita sarà possibile ridurre gli effetti di questa modalità di trasporto sul clima e quindi contrastare il tanto temuto cambiamento climatico. Il Masterplan sul clima illustra in dettaglio questo mix di misure.

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