Doreen Adongo, Rangerin in Kenia

Il WWF è sconcertato

Le gravi accuse dell’articolo di BuzzFeed ci hanno sconvolto profondamente. Il rispetto dei diritti umani è il cuore della nostra missione e prendiamo queste accuse molto seriamente.

Aggiornato


Ora il comitato d'indagine indipendente alle accuse di Buzzfeed è ancora in piedi: Navi Pillay, giudice ed ex Alto Commissario per i diritti umani, guida l'indagine indipendente. È assistita dal professor John Knox, primo relatore speciale sui diritti umani e l'ambiente, e dalla dottoressa Kathy MacKinnon, presidente della Commissione mondiale sulle aree protette (WCPA).

Mi impegno personalmente, affinché le accuse mosse vengano chiarite in modo trasparente.

È stata pertanto immediatamente istituita una squadra di crisi internazionale e abbiamo avviato una vasta inchiesta congiuntamente a degli esperti esterni in materia di diritti umani. Qualora le accuse dovessero trovare fondamento, ci saranno delle conseguenze. A BuzzFeed è stato chiesto di fornirci ulteriori informazioni e prove il più rapidamente possibile, per provvedere quanto prima ai controlli.

Il WWF si considera parte di una società civile forte e indipendente. Il rispetto dei diritti umani costituisce per noi una priorità assoluta. In ciascuno dei nostri progetti lavoriamo a stretto contatto con la popolazione locale. Il WWF contribuisce attivamente allo sviluppo di una società civile forte in molti Paesi. Aderiamo a severe linee guida per garantire i diritti e il benessere delle comunità indigene e locali nelle nostre aree di progetto, sia da parte nostra che dei nostri partner. Qualsiasi violazione di queste linee guida risulta per noi inaccettabile, e ci sentiamo tenuti ad agire con tempestività qualora i controlli dovessero rivelare tali violazioni.

Lavorare in Stati corrotti

baby Gorilla

Lavoro in zone di crisi

  • In molti Paesi del mondo, il nostro lavoro è possibile solo se siamo disposti a cooperare con le autorità statali, quali amministrazioni di parchi nazionali, enti di conservazione naturale, magistratura e polizia, o addirittura anche l'esercito. In questo senso il WWF è attivo in alcuni dei luoghi più difficili e più pericolosi: in regioni segnate da guerre civili e crisi, o in Paesi con complesse situazioni in termini di diritti umani, che sono in contrapposizione con la nostra idea di democrazia e di Stato di diritto. Il lavoro in tali regioni ci pone delle sfide particolari. Tuttavia, le persone e la natura nelle zone di crisi non vengono abbandonate a sé stesse.
  • Una via d'uscita da questo conflitto sarebbe ritirarsi completamente dalle regioni con governi antidemocratici e ove si verificano violazioni dei diritti umani, e sospendere le attività in loco. Tuttavia, le conseguenze sarebbero disastrose non solo per la natura, bensì anche per la gente del posto e le comunità locali con le quali collaboriamo a stretto contatto, la cui sopravvivenza e il cui benessere dipendono dalla conservazione della propria patria. Sospendere il nostro lavoro potrebbe contribuire a lasciare campo libero a bande criminali e strutture mafiose di bracconieri dedite all'eccessivo sfruttamento della natura.
  • La via che scegliamo da decenni, e che di base continueremo a scegliere in futuro, è non abbandonare il nostro lavoro nelle regioni in crisi. Non possiamo lasciare da soli la natura e le persone del luogo. Il rispetto per i diritti umani da parte dei nostri partner è il prerequisito per la cooperazione, indipendentemente da dove questo avvenga.

Precedente esame dell'OCSE

A dicembre 2016, l’ufficio svizzero dell'OCSE ha dato inizio a un processo di mediazione relativo alla situazione dei Baka in Camerun tra Survival International (SI) e il WWF. La procedura di conciliazione è stata avviata da SI e terminata unilateralmente dall'organizzazione nel settembre 2017. Due mesi dopo, l’ufficio OCSE ha presentato la sua relazione finale, in cui raccomanda al WWF di continuare il proprio lavoro con e per i Baka, adoperandosi a favore dei loro diritti. Contestualmente esercita una chiara critica nei confronti del comportamento di Survival International. 

L'attuale inchiesta riprenderà inter alia le accuse di allora e determinerà quali sono le raccomandazioni del WWF seguite e dove eventualmente non si sia agito a sufficienza. Il WWF aderisce a severe linee guida volte alla protezione dei diritti e del benessere delle persone e delle comunità nei luoghi in cui è attivo.

Principi di cooperazione

Le esigenze e i diritti delle comunità locali costituiscono la base del nostro lavoro, e rappresentano per noi un tema di grande serietà. La tutela del nostro ambiente naturale può avere successo solo se avviene in collaborazione con gli abitanti del luogo, che dipendono dallo sfruttamento sostenibile delle risorse naturali.