Scioglimento dei ghiacciai al Monaco ghiacciaio, Svalbard, Norvegia.

Effetto serra

I gas serra agiscono come un tetto di vetro: consentono alla luce solare di filtrare liberamente fino alla Terra, ma impediscono la rifrazione del calore. Questo effetto serra naturale fa sì che sulla Terra vi siano temperature vivibili. Tuttavia i gas serra prodotti dalle attività umane causano un accumulo eccessivo di calore che surriscalda il nostro pianeta.

I dati rilevati non lasciano adito a dubbi: la Terra si è riscaldata con inquietante rapidità, con una media di 0,74 °C solo nel secolo scorso. I climatologi sono concordi: l’uomo è la causa principale di questa evoluzione. Essi prevedono che, entro il 2100, la temperatura media aumenterà ancora da 2 a 4 °C se non verranno apportate modifiche alla politica climatica globale. Nella regione alpina la temperatura mostrerà un aumento ancora maggiore rispetto alla media globale.

La causa principale del riscaldamento è il continuo aumento di gas a effetto serra che impediscono l’irradiazione del calore dalla Terra nello spazio. Gran parte dell’irradiazione viene nuovamente riflessa verso la Terra, riscaldando l’aria in prossimità del suolo.

Il ghiacciaio dell'Aletsch intorno al 1900
Il ghiacciaio dell'Aletsch nel 2014

Il ghiacciaio dell’Aletsch nel 1856 e nel 2014. Il ritiro causato dal riscaldamento climatico è chiaramente visibile.

L’effetto serra provocato dall'uomo

Il “tetto di vetro” fondamentale per la sopravvivenza si trasforma in una trappola mortale.

Senza l’effetto serra naturale, la Terra sarebbe un pianeta ostile: invece della temperatura media globale di +15 °C in prossimità del suolo, si raggiungerebbero i -18 °C. I cosiddetti gas serra permettono alla luce solare a onde corte di filtrare liberamente fino alla Terra. I raggi del sole vengono così parzialmente assorbiti dalla superficie terrestre, che poi li rilascia nell’atmosfera sotto forma di calore. I gas serra impediscono però l’irradiazione del calore a onde lunghe nello spazio, assorbendola e rilasciandola a loro volta in tutte le direzioni, anche verso la Terra. In questo modo la superficie terrestre e gli strati inferiori dell’atmosfera si riscaldano.

Le attività dell’uomo provocano un innalzamento eccessivo della concentrazione di gas serra nell’atmosfera. I gas che agiscono come un “tetto di vetro” fondamentale per la sopravvivenza si trasformano così in una trappola mortale.

I sei gas serra principali

L’anidride carbonica (CO2) è il gas serra più noto, ma è ben lungi dall’essere l’unico rilevante. Gli accordi internazionali sul clima, come il protocollo di Kyoto e l’accordo di Parigi, regolamentano i seguenti sei gas serra:

CO2 – anidride carbonica: dall’inizio dell’industrializzazione la concentrazione di CO2 nell’atmosfera è aumentata quasi della metà a causa delle attività svolte dall’uomo. Due terzi circa del riscaldamento globale sono riconducibili al CO2 che, pertanto, è il responsabile principale del cambiamento climatico globale. In Svizzera l’80% degli effetti sul clima è dovuto al consumo di carburanti e combustibili fossili, utilizzati in gran parte per alimentare il traffico motorizzato, ma anche per i sistemi di riscaldamento a gasolio e a gas.

CH4 – metano: dopo l’anidride carbonica è il metano (CH4) ad avere l’impatto maggiore. A lui è imputabile, a livello mondiale, circa il 17% dell’effetto serra provocato dall'uomo. Responsabili di queste emissioni nocive sono soprattutto gli allevamenti di bestiame, sempre più diffusi, l’irrigazione delle risaie, l’estrazione di petrolio, gas e carbone e le discariche di rifiuti. Dall’inizio dell’industrializzazione l’incremento della concentrazione di metano nell’atmosfera è stato addirittura del 250%.

N2O – gas esilarante: questo gas incide per circa il 6% sul riscaldamento globale e contribuisce indirettamente anche alla distruzione dello strato di ozono. Il protossido di azoto, chiamato anche gas esilarante, è generato principalmente dall’agricoltura intensiva, ma è anche un sottoprodotto della combustione di combustibili fossili (petrolio, gas naturale, carbone) e biomassa (incendi appiccati per dissodare i terreni ai tropici).

SF6 – esafluoruro di zolfo: l’esafluoruro di zolfo è tra i gas serra che hanno maggior impatto sul clima. Utilizzato come isolante nella tecnica delle alte tensioni, resta nell’atmosfera per oltre 3000 anni. Grandi quantità di gas si generano dalle tecniche di produzione del magnesio e dalla fabbricazione di semiconduttori.

PFC e HFC: i perfluorocarburi (PFC) e gli idrofluorocarburi (HFC) sono utilizzati principalmente nella tecnologia del freddo (impianti di condizionamento), nella realizzazione di schiume sintetiche, come isolanti elettrici, nella produzione di alluminio e di semiconduttori e come propellenti per le bombolette spray. Insieme questi due gas serra sintetici sono responsabili di piccole percentuali dell’effetto serra. Queste sostanze sono problematiche soprattutto perché restano nell’atmosfera a lungo: la loro eliminazione richiede diverse centinaia o addirittura migliaia di anni.