25. aprile 2018 — Comunicato stampa

La revisione della legge mette in pericolo la fauna selvatica protetta

Nella sua versione rivista, legge sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici (LCP) non protegge più la fauna selvatica indigena minacciata. Una legge che prima creava un equilibro tra protezione e abbattimento diviene ora devastante per la selvaggina. BirdLife Svizzera, Pro Natura e WWF Svizzera dicono no all’abbattimento “preventivo”. Inoltre, la competenza per la regolamentazione delle specie protette deve restare alla Confederazione.

lupo

L'attuale legge sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici è un buon compromesso tra protezione, regolamentazione e caccia. Questa legge equilibrata ora dovrà essere rivista a scapito degli animali protetti e a rischio di estinzione: la protezione verrà infatti notevolmente ridotta grazie alle norme che facilitano l’abbattimento. Le tre principali associazioni ambientaliste BirdLife Svizzera, Pro Natura e WWF Svizzera definiscono quindi il progetto di legge pubblicato oggi dalla Commissione dell’ambiente del Consiglio degli Stati (CAPTE – S) una "legge sull’abbattimento", poiché renderebbe la fauna selvatica indigena minacciata di estinzione sempre più un bersaglio.

Le associazioni ambientaliste segnalano tre gravi errori strutturali nella nuova stesura, e tutti contribuiscono a peggiorare la situazione della fauna selvatica autoctona protetta. Le novità:

Abbattimenti "preventivi": inaccettabile

Questa novità avrebbe la conseguenza che i danni "verosimili" (che quindi non si sono ancora verificati) potrebbero essere addotti come motivo per abbattere gli animali. In parole povere: si potrebbe intervenire ancora prima che una specie abbia fatto danni.

La regolamentazione degli effettivi passerà dalla competenza federale a quella cantonale: inaccettabile

Ciò comporta enormi differenze tra i cantoni nella gestione delle specie protette in tutta la Svizzera. Così facendo, la Confederazione non garantisce il suo mandato di protezione sia in termini di diritto costituzionale che a livello internazionale. Perché per le specie colpite non contano i confini nazionali, per non parlare di quelli cantonali.

Il Consiglio federale potrà ampliare in ogni momento l'elenco delle specie protette che possono essere oggetto di regolamentazione, senza il coinvolgimento del Parlamento: inaccettabile

In tal modo la gestione delle specie protette cade in balia degli interessi dei singoli gruppi di utilizzatori ancor più di quanto non accada già oggi. Moltissime specie animali protette rischiano di diventare oggetto di nuove regolamentazioni e quindi "quasi cacciabili".

Questi notevoli peggioramenti non sono stati in alcun modo compensati da passi avanti per gli animali minacciati di estinzione e per i loro habitat. Ad esempio, possono continuare a essere cacciate specie minacciate come la lepre, il fagiano di monte o la beccaccia. Inoltre, rimangono senza protezione importanti corridoi migratori e per la diffusione della fauna selvatica.

Le associazioni ambientaliste respingono la revisione della legge sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici, dai contenuti del tutto estremi e sbilanciati, e ne chiedono il rinvio al Consiglio federale per una radicale rielaborazione. Se la legge viene confermata nella sua forma attuale dal Parlamento, le associazioni prenderanno in considerazione la possibilità di un referendum per contrastarla.

Informazioni:

Susanna Petrone, Responsabile della comunicazione WWF Svizzera, Tel. 076 552 18 70