01. dicembre 2017 — Comunicato stampa

Legge sulla CO2: compensare all’estero costa alla Svizzera 3.75 miliardi

Per raggiungere gli obiettivi climatici il Consiglio Federale vuole acquistare una gran quantità di certificati esteri per la compensazione delle emissioni di CO2. Il WWF stima i costi per questi certificati in almeno 3.75 miliardi di franchi. Provvedimenti interni permetterebbero invece di risparmiare.

La proposta del Consiglio Federale prevede per la Svizzera l’acquisto di quote CO2 estere per la compensazione del 20 % delle sue emissioni di anidride carbonica invece della riduzione delle emissioni interne al Paese. Il WWF stima che la Svizzera dovrà spendere - nel periodo tra il 2021 e 2030 - almeno 3.75 miliardi di franchi per detti certificati (vedi scheda informativa per la calcolazione). La causa principale per i costi elevati: l’adesione all’Accordo di Parigi sul clima che prevede che tutti i Paesi sono tenuti a fissare degli obiettivi climatici. Gli stati sfrutteranno le proprie risorse convenienti a ridurre la CO2 rivendendo certificati provenienti da progetti più costosi. Oltretutto un solido sistema di certificazione è dispendioso, anche a livello finanziario.

«Nessun altro Paese punta così tanto sulle quote estere come la Svizzera. L’esperienza con questi certificati è pessima ed il loro futuro all’interno dell’Accordo di Parigi molto incerto» dice Patrick Hofstetter, responsabile del clima ed energia presso il WWF Svizzera. «Inoltre queste quote comportano sempre un costo, mentre l’introduzione di misure per la protezione climatica all’interno del Paese porterebbero un risparmio di energia e soldi».

Risparmiare attraverso misure interne. Ogni anno la Svizzera importa combustibili fossili per un valore di miliardi di franchi. Grazie alla protezione ambientale il fabbisogno della Svizzera è tuttavia contenuto. «Già ora risparmiamo anno dopo anno miliardi» afferma Patrick Hofstetter. «Specialmente per quanto riguarda il traffico ed il riscaldamento la protezione del clima è redditizia nella maggior parte dei casi». A questo proposito la Svizzera ha un potenziale enorme, perché registra nel confronto internazionale valori record sia nel consumo automobilistico di benzina che nella quota di riscaldamenti a nafta nocivi per il clima. La Svizzera potrebbe ottenere molto di più dall’estero senza puntare sui certificati, se lo stato e gli investitori privati puntassero sempre sulle tecnologie con il minor impatto negativo sul clima. Patrick Hofstetter: «Una politica climatica ambiziosa è la migliore politica economica: con misure per la riduzione del consumo energetico all’interno del proprio Paese, con esportazioni clima-compatibili e un centro finanziario che investe a livello mondiale in energie alternative.»

Contatto:

Susanna Petrone, responsabile della comunicazione WWF Svizzera, Tel. 076 552 18 70

Schmelzender Eisberg in der Arktis