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DIRITTI DELL’UOMO E TUTELA DELL’AMBIENTE

Diritti dell'uomo e tutela dell'ambiente

Il WWF presenta la relazione ed accetta le raccomandazioni della commissione indipendente

Il WWF pubblica un rapporto d’esame relativo alle accuse di violazioni dei diritti umani nel corso di progetti del WWF in Asia ed in Africa ed al ruolo del WWF in tale contesto. Nell'aprile 2019, l'organizzazione internazionale di riferimento del WWF (“WWF International”) ha incaricato una commissione indipendente al fine di indagare e rielaborare l’accaduto. Ringraziamo l'ex Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, il giudice Navanethem Pillay, l’esperto di diritti umani Prof. John Knox nonché l’esperta di conservazione della natura Prof.ssa Kathy McKinnon per il prezioso ed esaustivo lavoro svolto.

Siamo profondamente preoccupati dal fatto che nel contesto dei progetti del WWF si siano verificate delle violazioni dei diritti umani, sebbene il WWF si trovasse sul campo per dei progetti di conservazione della natura. Ciò è incompatibile con la nostra immagine e con i valori che rappresentiamo. Il rispetto dei diritti umani è alla base di tutti i progetti di conservazione del WWF e deve essere preso in considerazione come principio definitivo nell'attuazione di tutte le misure di conservazione della natura.

Siamo determinati ad onorare i nostri impegni nei confronti delle comunità con le quali lavoriamo. Quando abbiamo saputo delle segnalazioni degli abusi, abbiamo agito con misure sul campo, desiderando tuttavia comprendere se e come poter migliorare. Volevamo una valutazione chiara ed indipendente dei nostri sforzi per trarre una lezione e progredire ulteriormente. Per questo motivo, WWF International ha conferito l’incarico di un'indagine indipendente volta ad effettuare una revisione sistematica delle nostre pratiche, dietro la guida del giudice Navi Pillay. Il rapporto è ora disponibile.

Il WWF accetta le raccomandazioni della commissione indipendente, da attuarsi direttamente

Vorremmo evidenziare i seguenti risultati della relazione indipendente della commissione:

  • La relazione conferma che non vi sia alcun caso in cui i collaboratori del WWF abbiano commesso degli abusi dei diritti umani. Il documento conferma inoltre che il personale del WWF non ha ordinato né partecipato a violazioni dei diritti umani, né ha incoraggiato altri in tal senso. La relazione rileva altresì che i ranger accusati erano impiegati dai governi e non dal WWF.
  • La commissione di Navi Pillay sottolinea che già nel 1996 il WWF era stato una delle prime organizzazioni per la conservazione della natura ad occuparsi dei diritti delle popolazioni indigene e a fare propri i principi dei diritti umani.
  • La commissione nota in modo critico il fatto che il WWF sancisca i diritti umani in diverse direttive interne, senza tuttavia aver attuato ovunque in modo sufficientemente coerente gli obblighi di cautela in materia di diritti umani all'interno della propria rete globale. La relazione sottolinea che il WWF non adotta un approccio antiumano alla conservazione. Tuttavia, secondo la commissione, questo approccio inclusivo non è stato sufficientemente sancito in tutti i progetti.
  • La commissione attesta che gran parte delle attività del WWF sono incentrate sul sostegno alle comunità locali, che beneficiano degli sforzi di conservazione della natura sviluppando un tenore di vita migliore.
  • La commissione riconosce che il WWF abbia compiuto una serie di sforzi per prevenire le violazioni dei diritti umani (ad esempio, formazione sui diritti umani, rafforzamento dei meccanismi di reclamo e definizione di codici di condotta per i guardiacaccia statali), sottolineando come il WWF abbia istituito e finanziato iniziative indipendenti in materia di diritti umani e sviluppo sociale (come il centro per i diritti umani nell'area protetta Dzanga-Sangha nella Repubblica Centrafricana nel 2015 ed i meccanismi indipendenti di reclamo contro le violazioni dei diritti umani in Camerun nel 2016). Questi sono guidati da ONG locali indigene e per i diritti umani. 
  • La commissione invita il WWF a continuare a partecipare ai progetti esaminati in Camerun, nella Repubblica Centrafricana, nella Repubblica Democratica del Congo, in India, in Nepal e nella Repubblica del Congo e a definire confini chiari (“linee rosse”) per il proprio impegno nelle regioni di crisi e di conflitto. Nella sua relazione, la commissione invita il WWF a chiarire che i governi si assumeranno la propria responsabilità per la tutela dei diritti umani, anche per quanto riguarda i guardiacaccia statali ed i ranger coinvolti negli abusi.

La Commissione presenta una serie di raccomandazioni su come meglio integrare i diritti umani nella conservazione della natura, che il WWF riprende in toto. I settori tematici delle raccomandazioni della commissione spaziano dall'applicazione vincolante degli obblighi di cautela in materia di diritti umani in collaborazione con istituzioni statali, promotori di progetti o altri portatori d’interesse, all'istituzione di meccanismi di reclamo efficaci e a relazioni periodiche sulla situazione dei diritti umani nelle aree di progetto, fino al migliore finanziamento del lavoro in materia di diritti umani. Il WWF affronterà senza indugio l'attuazione delle raccomandazioni e riferirà regolarmente sullo stato del loro compimento.

WWF Svizzera si assume la propria responsabilità in quanto membro della rete mondiale del WWF

WWF Svizzera non è di per sé coinvolto nei progetti esaminati dalla commissione indipendente, né ha collaboratori nei Paesi interessati. WWF Svizzera non ha effettuato alcun pagamento diretto verso i Paesi in questione. In qualità di membro della rete del WWF, WWF Svizzera prende tuttavia molto sul serio la propria responsabilità, sostenendo la tutela, il rispetto e il rafforzamento dei diritti umani a tutti i livelli. Per ulteriori informazioni, si rimanda alla dichiarazione aggiuntiva di WWF Svizzera sul Rapporto Pillay.

Ulteriori informazioni si trovano qui: