Natura sotto pressione, ma l'inversione di rotta è possibile
Il declino delle popolazioni di fauna selvatica a livello mondiale continua. È quanto emerge dal nuovo Living Planet Report. Ma il rapporto mostra anche segnali incoraggianti: circa la metà delle popolazioni di animali esaminate a livello globale è stabile o in aumento. Una dimostrazione che misure coerenti di protezione della natura possono funzionare anche in Svizzera.
- Dal 1970, le popolazioni di fauna selvatica monitorate a livello mondiale sono diminuite in media del 73%. È quanto emerge dal nuovo Living Planet Report del WWF, il rapporto globale sullo stato di salute della natura.
- Tra i principali responsabili del declino delle specie figurano in primo luogo le fonti energetiche dannose per l'ambiente, la produzione alimentare globale e il sistema finanziario.
- Il rapporto evidenzia però anche tendenze incoraggianti: circa la metà delle popolazioni animali esaminate a livello globale è rimasta stabile o è aumentata. Specie come la tigre, il tonno rosso e la tartaruga verde si sono riprese grazie a misure mirate di conservazione.
- In Svizzera, un terzo di tutte le specie animali e vegetali è minacciato di estinzione. Una quota superiore a quella di qualsiasi paese confinante.
- Anche in Svizzera, alcuni esempi di successo dimostrano che le misure di protezione della natura funzionano: la cicogna bianca e la lontra, ad esempio, sono tornate nel nostro paese.
Citazioni di Thomas Vellacott, CEO WWF Svizzera:
«Il ritorno della cicogna bianca è una vera storia di successo svizzera. Questo esempio dimostra che con un'azione decisa possiamo ottenere molto: con misure mirate di protezione della natura possiamo fermare le tendenze negative e persino invertirle».
«La rinaturazione dona nuova vita ai corsi d'acqua: oggi animali rari come la lontra tornano a popolare tratti di fiume prossimi allo stato naturale. La natura può riprendersi, se la rafforziamo in modo mirato e coerente e ne beneficiamo anche noi esseri umani».
Damian Oettli, Head of Markets WWF Svizzera:
«Energia, agricoltura e istituti finanziari sono i principali fattori di minaccia per le nostre specie animali. Contribuiscono al cambiamento climatico e alla distruzione delle foreste e finanziano sviluppi dannosi. Nel 2023, a livello globale, sono confluiti nei flussi finanziari dannosi per l'ambiente trenta volte più fondi che in quelli sostenibili. Proprio per questo l'iniziativa in corso per una piazza finanziaria sostenibile è così importante, affinché il denaro non continui a finanziare la distruzione delle foreste pluviali, ma vada invece a beneficio della natura».
Le cause del declino delle specie
I principali responsabili del declino delle specie a livello globale sono tre sistemi che danneggiano l'ambiente:
- Nel settore energetico, la combustione di carbone, petrolio e gas causa tre quarti delle nostre emissioni di gas serra, che alimentano la crisi climatica.
- Nella produzione alimentare globalizzata, l'agricoltura intensiva contribuisce in modo significativo alla perdita e al degrado degli habitat. È inoltre una fonte importante di emissioni di gas serra.
- Il sistema finanziario danneggia massicciamente la natura, perché banche, assicurazioni e gestori patrimoniali influenzano fortemente la sostenibilità delle imprese con i loro investimenti: invece di essere parte della soluzione, il settore finanziario è oggi parte del problema. Nel 2023 sono confluiti nei flussi finanziari dannosi per l'ambiente trenta volte più fondi che in quelli sostenibili.
Sviluppi che danno speranza
Il rapporto segnala anche tendenze che danno speranza. La transizione energetica sta compiendo grandi progressi a livello mondiale: vent'anni fa l'energia solare era ancora ai suoi primi passi. Oggi rappresenta, nella maggior parte dei paesi, la fonte di elettricità più economica. I veicoli elettrici hanno rappresentato circa un quarto degli acquisti di auto nuove nel 2024, un risultato che solo pochi anni fa sembrava impensabile. Questo cambiamento fa sperare che anche altri sistemi, come la produzione alimentare o il sistema finanziario, possano trasformarsi.
Solo se questi tre sistemi si trasformeranno in modo radicale, la protezione delle specie e il ripristino degli habitat potranno essere efficaci anche a lungo termine. Già oggi, alcune specie dimostrano chiaramente che con un'azione decisa è possibile fermare le tendenze negative e persino invertirle (esempi in allegato, sotto «Approfondimento»). «Una natura sana non è un lusso, ma la base della nostra stessa salute e sicurezza: acqua potabile non contaminata, aria pulita e ruscelli naturali. Chi si impegna per la natura si impegna anche per la salute e la sicurezza delle persone», sottolinea Thomas Vellacott, CEO del WWF Svizzera.
I numeri del Living Planet Report
Dal 1970, le popolazioni di fauna selvatica monitorate a livello mondiale sono diminuite in media del 73%.
Per habitat:
• Acqua dolce: -85% (resta il calo più marcato)
• Terra: -69% (in linea con la media globale)
• Mare: -59%
Per regione:
I cali maggiori restano in America Latina/Caraibi (-95%) e Africa (-80%); i cali minori in Europa/Asia centrale (-23%) e Nord America (-28%), valori più bassi perché in queste regioni una parte significativa della perdita di specie si era già verificata prima del 1970; l'Asia-Pacifico si colloca nella fascia intermedia (-49%).
Situazione Svizzera:
In Svizzera, un terzo di tutte le specie animali e vegetali è minacciato di estinzione, una quota superiore a quella di qualsiasi paese confinante. Habitat e specie sono sotto forte pressione a causa dello sfruttamento intensivo, dell'inquinamento ambientale e della crisi climatica. Ma progetti di successo per la promozione della biodiversità dimostrano che questa tendenza può essere invertita se si agisce in modo coerente.
Contatto
Susanna Petrone, Responsabile della comunicazione WWF Svizzera, susanna.petrone@wwf.ch, 076 552 18 70
Links
I report in inglese, tedesco, francese e italiano:
https://www.swisstransfer.com/dl/01a1106f-102c-714d-98ed-8ad2606967ea
Sull'indice (Living Planet Index):
www.livingplanetindex.org
Materiale fotografico animali internazionali: (Copyright WWF)
https://www.swisstransfer.com/dl/01a115ad-29b0-720d-be01-3423a7944f00
Materiale fotografico animali svizzeri:
https://www.swisstransfer.com/dl/01a110d3-c982-71bc-b49d-6b02b537d9e1
Siti web:
Italiano: https://livingplanet.panda.org/it-CH/
Tedesco: https://livingplanet.panda.org/de-CH/
Francese: https://livingplanet.panda.org/fr-CH/
Approfondimento
Tre storie di successo dalla Svizzera
Misure di protezione mirate e il ripristino degli habitat hanno un effetto positivo sulla natura svizzera. Lo dimostrano queste tre storie di successo.
La cicogna bianca:
Scomparsa come uccello nidificante dalla Svizzera nel 1950, la cicogna bianca ha superato ogni aspettativa nel 2022: sono state censite 887 coppie nidificanti, quasi il triplo rispetto alle 300 fissate come obiettivo per il 2024. Il ritorno è stato reso possibile da progetti di reintroduzione, dalla rete Cigogne Suisse, dalla Stazione ornitologica svizzera e dall'impegno di numerosi volontari.
La lontra:
Dopo decenni di declino delle popolazioni dovuto a caccia, bracconaggio, inquinamento e distruzione degli habitat, la lontra venne posta ufficialmente sotto protezione nel 1952. La misura arrivò però troppo tardi: mancavano ancora interventi concreti per la protezione degli habitat e il miglioramento della qualità delle acque. L'ultimo avvistamento risale al 1989, al lago di Neuchâtel; in seguito, la specie fu dichiarata estinta in Svizzera. Ma ora la lontra è tornata, grazie alla rinaturazione dei corsi d'acqua, al risanamento delle centrali idroelettriche e al miglioramento della qualità dell'acqua. Nel 2009 è stata avvistata di nuovo per la prima volta; nel 2017 sull'Inn è stata registrata la prima cucciolata nata in Svizzera. Oggi la specie è di nuovo presente in nove cantoni, ma resta fortemente minacciata: servono ulteriori sforzi per la protezione dei corsi d'acqua.
La trota di lago nella Hasliaare (BE):
Dopo aver ridotto le fluttuazioni di portata dovute alle centrali di Kraftwerke Oberhasli AG e rinaturato il corso del fiume, si possono di nuovo osservare grandi trote di lago nella Hasliaare durante la frega. Questo dimostra che, quando le centrali idroelettriche vengono risanate dal punto di vista ecologico, quando viene garantito un deflusso residuo sufficiente nel corso d'acqua e quando si ricorre a soluzioni di ingegneria idraulica più naturali, anche specie ittiche esigenti, grandi e minacciate possono riprendersi.
Evoluzione delle specie a livello internazionale
Tigre: a livello mondiale, il numero di tigri selvatiche è aumentato di oltre il 70% tra il 2010 e il 2025 (da 3'200 a circa 5'700 esemplari), grazie a piani d'azione nazionali per favorire la ripresa delle popolazioni e alla lotta contro il bracconaggio.
Tonno rosso: nel 2010 le popolazioni di tonno rosso atlantico erano crollate dell'80%; la specie era classificata come fortemente minacciata. Grazie a quote di pesca ridotte e controlli più severi, le popolazioni oggi non sono più considerate sovrasfruttate.
Elefante (Africa australe): mentre gli elefanti della savana africana restano complessivamente minacciati, le popolazioni in alcune aree dell'Africa australe tornano ad aumentare, grazie a nuove normative che coinvolgono la popolazione locale nella gestione delle risorse faunistiche.
Tartaruga verde: nel 2025 è diventata la prima tartaruga marina a essere riclassificata nella Lista Rossa IUCN da «fortemente minacciata» a «non minacciata». Il merito va a decenni di sforzi coordinati in circa 80 paesi in cui la specie è presente.