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Persischer Leopard auf verschneitem Felsen

Protezione del leopardo nel Caucaso meridionale

Nel Caucaso il leopardo risultava quasi estinto, cosicché all'inizio del 21° secolo non si sapeva se nella regione vi fossero ancora degli esemplari. Da 20 anni il WWF lavora con i partner locali per la sua conservazione, e con successo: all'inizio del 2020, nel Caucaso meridionale sono stati avvistati dieci esemplari adulti e tre giovani.

Il bracconaggio in un ecosistema unico

Nella regione di confine tra l'Asia e l'Europa, tra il Mar Nero e il Mar Caspio, si trova il Caucaso, un ecosistema unico: nei suoi oltre 100 tipi diversi di paesaggi vivono numerose specie rare di flora e fauna. Il leopardo persiano, precedentemente noto come leopardo del Caucaso, si annovera tra le specie animali più rare in assoluto e in questa regione è a rischio di estinzione. Nel 2016 nel Caucaso meridionale c'erano solo sei esemplari adulti, a causa del bracconaggio dei leopardi e delle loro prede, nonché per via della distruzione e del frazionamento dell'habitat. Il leopardo persiano rappresenta una specie chiave del Caucaso: proteggendolo, proteggiamo l'intero ecosistema.

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Caucasica rododendro, la Russia
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Paesaggio nel Caucaso con Tseisky ghiacciaio in background
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Red Deer, nel Parco Naturale Kavkazsky, Caucaso

Il Caucaso è un gioiello della biodiversità: qui vivono oltre 7500 specie vegetali e animali, senza contare gli insetti

Il progetto di tutela del leopardo persiano

«Il leopardo è autoctono del Caucaso. Il nostro obiettivo è garantire che qui possa ritornare a vivere una popolazione stabile e protetta dal bracconaggio».

Dall'inizio del 2000 le ricerche hanno dimostrato che i leopardi vivono solo occasionalmente nella regione. Insieme ai partner locali, il WWF ha migliorato la protezione degli animali negli ultimi 20 anni e si adopera per collegare le restanti «isole di habitat» ricorrendo ai cosiddetti corridoi per gli animali selvatici: l’orso bruno, il leopardo, la capra del Bezoar e il muflone possono così muoversi tra le aree protette. Ciò migliora lo scambio genetico di queste specie e aumenta la possibilità di generare una prole sana.

Il monitoraggio a lungo termine dei leopardi e delle loro prede indica se le aree protette e i corridoi della fauna selvatica contribuiscono ad aumentare ulteriormente gli stock. Inoltre, le cifre consentono di formulare richieste politiche concrete e di rivedere l'efficacia delle leggi e della loro attuazione.

Le attività del progetto si svolgono in due regioni specifiche, ovvero i Monti Zangezur nell’Armenia meridionale e il Nakhchivan (Repubblica Autonoma dell'Azerbaigian), nonché i Monti Talysh in Azerbaigian. Si tratta di aree chiave per il leopardo nel Caucaso meridionale.

Puoi trovare maggiori informazioni sulle attività del progetto sul sito web di WWF Armenia.

Coinvolgere la popolazione locale

La partecipazione attiva della popolazione locale alla conservazione della natura è un elemento chiave dei progetti del WWF, anche nel Caucaso. Ecco perché la coinvolgiamo nell'incremento e nella riprogettazione delle aree protette. Sosteniamo i piccoli agricoltori con misure preventive per evitare i danni causati dai grandi predatori al bestiame e ai frutteti; le recinzioni elettrificate, ad esempio, proteggono le greggi di ovini. Nelle vicinanze delle piantagioni, vengono installati i cosiddetti «repellenti», dei dispositivi che combinano una forte luce provvista di un rilevatore di movimento e l’emissione di un suono stridulo, in modo da imitare la presenza dell’uomo. Sostenendo la popolazione con misure per combattere gli attacchi della fauna selvatica, è possibile aumentare l'accettazione di tutti i grandi predatori, ivi compresi il leopardo e le sue prede.

Il WWF mostra inoltre alla popolazione locale nuove fonti di reddito come alternative al disboscamento illegale e al bracconaggio. Il turismo sostenibile, ad esempio, apre nuove prospettive per i villaggi. Anche la generazione più giovane è coinvolta: le campagne nelle scuole sensibilizzano i giovani rispetto alla protezione del leopardo.

Una rete di 15 volontari impegnati nella protezione del leopardo e provenienti dai villaggi montani nelle vicinanze delle aree protette in Armenia e Azerbaigian coadiuva poi il WWF nella tutela e nel monitoraggio di questo animale.

C'è speranza: l’avvistamento di giovani esemplari

Il lavoro decennale del WWF ravvisa i suoi effetti. Dal 2014 nelle aree di progetto del WWF si osservano sempre più leopardi: all'inizio del 2020 vi vivevano dieci esemplari adulti e tre giovani. Tra le altre cose, le foto delle trappole fotografiche mostrano dei giovani leopardi giocherelloni. E dal momento che potrebbero esservi altri animali ritornati in loco ma non catturati dalle telecamere né dalle osservazioni sul campo, il numero totale potrebbe essere addirittura più alto.

Video: due giovani esemplari sono stati filmati dalle videotrappole installate in Nakhichevan

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Panda appollaiato sull'albero

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Eine Gruppe von Wanderern in den Bergen

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