Buckelwal salta sopra l'acqua
Cetacei

Mammiferi marini intelligenti

Cetacei - Mammiferi marini intelligenti

Migratori comunicativi

I cetacei vivono in tutti gli oceani. Molte specie migrano per lunghe distanze in base alle stagioni, alla ricerca di cibo o per riprodursi. Si muovono da soli o in branchi e comunicano tra loro, ogni specie con il proprio specifico canto.

A noi uomini, i mammiferi marini appaiono miti e socievoli, intelligenti e misteriosi. I loro canti possiedono un che di mistico, ma gli animali se ne servono a uno scopo ben preciso: orientamento e interazione sociale. I delfini e gli altri odontoceti che si spostano in grossi branchi emettono ultrasuoni simili a "clic", che usano anche per orientarsi. I misticeti comunicano per lo più ai fini dell'accoppiamento, quando con il loro canto i maschi corteggiano le femmine. In questa fase la balenottera azzurra emette suoni a frequenze talmente basse da risultare inudibili all'uomo, nonostante il loro volume raggiunga i 180 decibel dando origine ai versi più possenti dell'intero regno animale.

I misticeti trascorrono l'estate negli oceani polari, dove si nutrono di krill. Verso l'autunno, quando in queste regioni questa fonte di nutrimento va man mano diminuendo, i cetacei intraprendono il loro viaggio migratorio verso i mari subtropicali e tropicali. In inverno rimangono in queste acque più calde dove si accoppiano, mettono al mondo e allevano i cuccioli. Nell'ambito di tali migrazioni annuali, la balena grigia copre distanze impressionanti che raggiungono anche i 20 000 chilometri: un vero e proprio record nel mondo animale.

Dopo la feroce caccia che li ha decimati nei secoli scorsi portando alcune specie sull'orlo dell'estinzione, neppure oggi i cetacei possono tirare un sospiro di sollievo. I loro itinerari e ambienti consoni alla riproduzione continuano a subire alterazioni dovute alla caccia, al traffico navale e in tempi più recenti anche al cambiamento climatico, e la loro sopravvivenza è minacciata. Il WWF si è posto l'obiettivo di preservare le popolazioni di cetacei in tutti gli oceani.

Nome scientifico

Cetacei (Cetacea)

Specie

Misticeti (Mysticeti) con 14 specie

Odontoceti (Odontoceti) con 75 specie

Stato di minaccia (IUCN)

In pericolo critico: 2 specie
In pericolo: 7 specie
Vulnerabile: 6 specie
Quasi minacciato: 5 specie

Popolazione

Variabile a seconda della specie, ad es. balenottera azzurra: 10 000-25 000 in tutto il mondo

Corporatura

Dal cefalorinco di Hector, che non supera il metro e mezzo, alla balenottera azzurra con i suoi 33 m

Diffusione

Tutti gli oceani, alcuni sistemi fluviali (Gange, Indo, Fiume Azzurro, Mekong, Rio delle Amazzoni)

In pericolo per caccia, inquinamento acustico, cambiamento climatico e catture accidentali

Oltre 200 anni di caccia alle balene hanno fatto sì che le popolazioni di quasi tutti i grandi cetacei si siano ridotte in misura drastica. Secondo l'IUCN, due specie di balenidi, la balenottera boreale, la balenottera azzurra e la balenottera comune sono in pericolo. A questa minaccia si aggiungono oggi le catture accidentali, l'inquinamento acustico e altri fattori di disturbo causati dal traffico navale, l'inquinamento marino e il cambiamento climatico.

Caccia alle balene

Nonostante il divieto da parte della Commissione internazionale per la caccia alle balene (IWC), in vigore dal 1986, in diversi paesi si continua a praticare questa attività. Nel solo Giappone sono circa 18 000 i cetacei uccisi dopo l'introduzione del divieto. Come giustificazione vengono addotte ragioni di carattere culturale legate alla tradizione e di interesse scientifico. Anche la Norvegia e l'Islanda proseguono in questa pratica opponendosi in modo palese al divieto di caccia commerciale internazionalmente riconosciuto. Alcune popolazioni indigene in Alaska, Siberia, Groenlandia e su un'isola dei Caraibi hanno quote di cattura ufficiali allo scopo di garantire il proprio sostentamento e l'identità culturale.

La caccia alle balene di una balenottera comune

Inquinamento acustico e collisioni

Con l'industrializzazione, gli oceani hanno subito mutamenti considerevoli. Il traffico navale legato ai commerci, le attività militari, l'estrazione di petrolio e gas causano rumore e incrementano il rischio di collisione tra i cetacei e le imbarcazioni. I rumori generati dall'uomo disturbano la navigazione e la riproduzione di questi animali, che possiedono un udito molto sviluppato e comunicano tra loro anche su lunghe distanze.

Per certe popolazioni di balene, gli scontri con le navi sono diventati il pericolo principale. Alcune delle rotte più praticate da petroliere, navi container e da crociera intersecano habitat importanti per loro. Tra le specie colpite da questo fenomeno ci sono proprio quelle che la caccia ha già portato sull'orlo dell'estinzione: in particolare capodogli, balenottere comuni, balenottere azzurre e balenidi.

Cambiamento climatico e inquinamento marino

L'aumento delle temperature degli oceani e lo scioglimento dei ghiacci polari incidono sulle fonti di cibo di molti grandi cetacei come le balenottere azzurre o le balene grigie. Maggiore è il surriscaldamento dei mari Artico e Antartico, minore è la disponibilità di nutrimento sotto forma di plancton e krill. Alcune specie, quali il narvalo, il beluga e la balena della Groenlandia, trascorrono tutto l'anno nella regione dell'Artico, essendosi perfettamente adattate alla vita in quelle acque gelide, che ne sono diventate l'habitat naturale. Con la riduzione dei ghiacci, le attività dell'uomo sono destinate a intensificarsi, causando un maggiore inquinamento acustico e ambientale dovuto al petrolio e altri agenti chimici. Queste trasformazioni possono rendere le balene più vulnerabili alle malattie, ridurne la capacità riproduttiva e il tasso di sopravvivenza.

Catture accidentali

Oggi sono soprattutto i piccoli cetacei a rimanere intrappolati nelle reti da pesca industriali: le stime parlano di 300 000 esemplari l'anno. Per gli odontoceti quali i delfini, le catture accidentali rappresentano la prima la causa di decesso. Non essendo in grado, tramite il biosonar, di individuare i palamiti né tanto meno le reti da posta fisse e a strascico, vi rimangono impigliati e annegano. Oppure vengono pescati accidentalmente e rigettati in acqua feriti.

Obiettivo: popolazioni stabili di cetacei

La sopravvivenza di tutte le specie di cetacei è un obiettivo del WWF a lungo termine. Popolazioni sane e vitali svolgono la loro funzione ecologica e gli abitanti delle aree costiere possono godere delle opportunità turistiche ed economiche offerte dalla loro presenza. Pertanto chiediamo che la pesca accidentale di balene e delfini venga ridotta in modo drastico e che la caccia a questi mammiferi sia consentita unicamente sotto il rigido controllo della Commissione internazionale per la caccia alle balene (IWC), e per il fabbisogno dei popoli indigeni. Ci impegniamo perché meno cetacei perdano la vita in seguito alla collisione con le navi e per porre un freno all'inquinamento marino.

Ecco perché il WWF sostiene la creazione di aree marine protette e lavora al raggiungimento di accordi nazionali e internazionali per proteggere meglio i mammiferi acquatici. Il WWF si impegna per diminuire e, laddove possibile, azzerare le catture accidentali nella pesca moderna. Ci battiamo inoltre per evitare le collisioni tra navi e balene e per ridurre l'inquinamento acustico negli oceani. I nostri progetti hanno anche l'obiettivo di proteggere i cetacei dagli agenti inquinanti e di ridurre al minimo l'impatto del cambiamento climatico su questi animali.

I cetacei hanno un ruolo importante per preservare la salute degli oceani. Per questo motivo lavoriamo sodo per ridurne le catture accidentali, per evitarne le collisioni contro le navi e affinché il loro habitat sia protetto.

Aimee Leslie - globale dei Cetacei e Tartarughe Marine leader

All'opera per i cetacei

I cetacei sono una cartina di tornasole per lo stato di salute dell'ecosistema mare. Gli oceani rivestono un ruolo centrale per il clima e per la vita sulla Terra. Per questo il WWF è impegnato in vari progetti a tutela dei mari di tutto il pianeta.

Pesci e coralli della Grande Barriera Corallina, Australia.

La riserva marina più grande della Malaysia: il Tun Mustapha Park

Per garantire la sopravvivenza di questo straordinario ecosistema, il WWF si è impegnato nella creazione di una nuova riserva marina nell'estremità settentrionale del Borneo e ha garantito il proprio sostegno al governo in fase di attuazione. La popolazione locale è stata coinvolta direttamente nel processo.

Più informazioni
Stingrays al largo della costa del Belize

Cosa puoi fare tu

Sin dalla sua fondazione il WWF si impegna per i cetacei e i loro habitat. Per continuare a rendere possibile il nostro lavoro, puoi sostenerci con una donazione a favore della tutela dei mari o iscrivendoti al WWF. Oppure, puoi calcolare la tua impronta ecologica e migliorarla sempre di più grazie a comportamenti e consumi sostenibili.

Aerial Hardy Reef. Parte della Grande Barriera Corallina in Australia.

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