Ritratto di un orangutan di Sumatra, Sumatra, in Indonesia
Orango

L'uomo della foresta

Orango - L'uomo della foresta

Riflessivo e previdente

Si dice che siano lenti, pacifici e previdenti. Gli oranghi che vivono in Asia presentano molte differenze rispetto ai gorilla o agli scimpanzé, ma hanno una cosa in comune: la minaccia più grave che incombe su questi animali è l’uomo.

Tra le scimmie antropomorfe gli oranghi sono quelle più tranquille. Con le loro lunghe braccia e gambe passano tra le chiome degli alberi, sempre attenti a utilizzare rami e liane in grado di sostenerli. Gli oranghi, oltre a essere prudenti, sono previdenti. I maschi programmano il loro itinerario anche con un giorno di anticipo e lo comunicano ai loro simili con versi e ululati. Questa è una capacità straordinaria nel mondo animale. Non si limitano a vivere alla giornata, sono anche in grado di pensare al futuro e persino di comunicare i loro piani: una caratteristica che, per molto tempo, è stata attribuita solo all’uomo.

L’areale di origine degli oranghi si estende da Giava alla Cina meridionale. Oggi sono presenti solo nella parte nord-occidentale di Sumatra e nel Borneo. A differenza dei bonobo o degli scimpanzé, gli oranghi maschi sono piuttosto solitari e nei loro territori vivono 3-4 femmine con i loro piccoli. Le femmine partoriscono un cucciolo ogni 6-9 anni, le nascite singole sono la regola. Tra le grandi scimmie antropomorfe, gli oranghi mostrano il tasso di riproduzione più basso e, anche per questa ragione, appartengono alle specie di scimmie più gravemente minacciate.

Nome scientifico

Orango (Pongo)

Specie

Orango di Sumatra (Pongo abelii)
Orango del Borneo (Pongo pygmaeus)

Stato di minaccia (IUCN)

In pericolo critico

Popolazione

Orango di Sumatra: 14 600 esemplari
Orango del Borneo: 55 000 esemplari

Corporatura

Lunghezza: fino a 150 cm
Peso: anche più di 100 kg

Diffusione

Nord di Sumatra e Borneo

L’uomo minaccia l’uomo della foresta

Un tempo gli oranghi popolavano gran parte dell'Asia. Le attività dell’uomo hanno provocato una notevole riduzione degli effettivi e oggi si trovano solo sulle isole di Sumatra e del Borneo.

Perdita dell’habitat

Nel Borneo quasi il 40 per cento dell’habitat dell’orango è andato perso tra il 1973 e il 2010 a causa della deforestazione. A Sumatra questa percentuale ha raggiunto addirittura il 60 per cento tra il 1985 e il 2010. Le piantagioni di palme da olio e alberi da cellulosa, le aziende agricole e l’industria mineraria scacciano l'orango dal proprio habitat.

Disboscamento e incendi

Per guadagnare terreni agricoli dalla foresta pluviale, spesso i contadini appiccano incendi che molte volte non riescono a controllare. Gli oranghi che non muoiono nel fuoco, spesso vengono uccisi mentre fuggono.

Commercio e bracconaggio

Sebbene in Indonesia la caccia, il commercio e la detenzione di oranghi siano vietati per legge, ogni anno i bracconieri uccidono almeno 2000 esemplari nella parte indonesiana del Borneo. I piccoli vengono allevati in cattività perché gli oranghi sono gli animali domestici preferiti dal ceto alto soprattutto nelle isole di Bali e Giava. Sono richiesti anche nel settore del turismo e dell’intrattenimento. I bracconieri non si fanno scrupoli pur di arrivare ai giovani oranghi. Spesso sparano alle madri perché i piccoli si aggrappano alla loro pelliccia.

Protezione e migliore gestione

Gli oranghi possono sopravvivere solo grazie ad aree protette e a programmi per la gestione sostenibile della foresta. Il WWF si impegna a favore della salvaguardia del loro habitat residuo.

Per la sopravvivenza a lungo termine, gli oranghi hanno bisogno di foreste intatte. Per questo ci impegniamo a favore della creazione di zone protette e di una gestione sostenibile come quelle previste, ad esempio, dalla dichiarazione «Heart of Borneo». Nel 2007 i tre stati del Borneo, Indonesia, Malesia e Brunei, hanno sottoscritto questa iniziativa del WWF con la quale si impegnano a proteggere una zona transfrontaliera grande quanto la Gran Bretagna, situata in aree interne dell’isola ecologicamente intatte. Il piano d’azione prevede anche lo sviluppo e la promozione dell’ecoturismo. L’iniziativa rappresenta un’importante pietra miliare sul fronte della protezione degli oranghi in quanto l’area designata per la protezione comprende circa un terzo del loro habitat ancora presente. Il WWF sostiene l’implementazione dell’iniziativa.

In piccole zone boschive isolate gli oranghi trovano spesso quantità insufficienti di cibo, che rappresentano una vera e propria minaccia alla loro sopravvivenza. Per questo è importante collegare le porzioni di foresta rimaste mediante i cosiddetti corridoi verdi. Il WWF interviene nel piano di utilizzazione del territorio e sostiene i progetti che ambiscono a delimitare in modo chiaro le superfici utili dagli habitat degli oranghi. Abbiamo elaborato specifici piani di tutela e gestione per le società che trattano legno e olio di palma, al fine di consentire la sopravvivenza degli oranghi in foreste gestite in modo sostenibile. A tal scopo collaboriamo con governi, comuni e proprietari di piantagioni per limitare i conflitti tra l’uomo e gli oranghi.

Per arginare il commercio illegale di oranghi il WWF collabora con l'organizzazione partner TRAFFIC. Le leggi adatte esistono già, ma vanno rispettate. Per questo il WWF si occupa della formazione di poliziotti, guardie forestali, pubblici ministeri e giudici.

Dichiarazione «Heart of Borneo»

L’isola del Borneo è uno dei più importanti habitat rimasti per gli oranghi. La dichiarazione  «Heart of Borneo» ha consentito di gestire in modo sostenibile o di mettere sotto protezione circa un terzo dell’isola.

Attivo fin dagli anni ’70

Il WWF è impegnato nella tutela degli oranghi fin dagli anni ’70 e collabora con le sue organizzazioni partner locali e internazionali, con governi e ricercatori con l’obiettivo di salvaguardare le foreste rimaste nel Borneo e i loro straordinari abitanti degli alberi.

avorio illegalmente camicia viene bruciato, Gabon.

Wildlife Crime Initiative - Battaglia contro un affare plurimilionario

La Wildlife Crime Initiative si impegna per contrastare il bracconaggio lungo l'intera filiera. L'obiettivo? Dimezzare entro il 2024 la caccia di frodo, il commercio illegale e il consumo di determinate specie animali.

Più informazioni
Toucan in Amazzonia

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