Il giovane gipeto è stato reintrodotto recentemente Trudi

Reintroduzione di giovani esemplari di gipeto barbuto nelle Alpi

Per consentire ai gipeti barbuti di riconquistare le Alpi stiamo reintroducendo con molta cura giovani esemplari nelle zone di montagna che presentano le condizioni adeguate. Il nostro obiettivo è che i gipeti barbuti rilasciati si riproducano gradualmente in modo naturale.

Insieme per il gipeto barbuto

Il gipeto barbuto è stato considerato a lungo come un uccello pericoloso e dalla cattiva fama, che darebbe la caccia addirittura agli agnelli. Pertanto è stato intensamente perseguitato fino a scomparire del tutto dalle Alpi agli inizi del XX secolo. Il WWF vuole riportare in questo territorio il più grande uccello d'Europa: nel 1978, in collaborazione con altri partner, ha quindi lanciato il progetto internazionale finalizzato alla reintroduzione del gipeto barbuto nelle Alpi. Da allora sosteniamo a livello finanziario e strategico la Fondazione Pro Gipeto. Il progetto si articola in vari ambiti: allevamento, liberazione, monitoraggio e sensibilizzazione.

I gipeti barbuti tornano in libertà

Al momento oltre 220 gipeti barbuti sono tornati a popolare le aree alpine di Svizzera, Austria, Italia e Francia. Molti di questi rapaci selvatici si sono già riprodotti: si calcola che ogni anno nascano 15-20 piccoli. È un dato positivo, ma sono necessari ulteriori sforzi per evitare i rischi legati alla riproduzione fra consanguinei.

Tre gipeti in aria
Primo piano di un gipeto in volo
Gipeto su Fly

I gipeti barbuti, con un'apertura alare di quasi tre metri, rientrano tra gli uccelli più grandi d'Europa

Metodo di reintroduzione efficace

Reintroduzioni nelle Alpi

Nell'arco alpino (Svizzera, Francia, Italia e Austria) sono già stati reintrodotti 210 esemplari giovani, di cui 43 in Svizzera (stato: settembre 2016).

I gipeti barbuti vengono liberati quando sono ancora piccoli, poco prima che inizino a volare: è una fase molto importante in cui imparano molto. Lasciamo due o tre piccoli insieme in una nicchia fra le rocce, dove sono seguiti da specialisti che li nutrono e li sorvegliano attentamente finché dopo due mesi non saranno pronti a spiccare il volo. I giovani esemplari di gipeti barbuti vengono reintrodotti nell'arco alpino affinché prendano confidenza con il loro futuro habitat.

Per mantenere in buon equilibrio il pool genetico degli animali capaci di riprodursi, proseguono gli interventi di reintroduzione di giovani esemplari provenienti da zoo e centri di allevamento di vari paesi. In Svizzera è presente un centro di allevamento nel parco faunistico di Goldau.

Studiare il comportamento degli uccelli

Abbiamo la responsabilità di garantire agli animali condizioni di vita adeguate.

Ritratto Daniel Hegglin, CEO della Fondazione Pro Gipeto

Il progetto non si conclude però con la liberazione tra le rocce: gli animali vengono infatti regolarmente monitorati anche nel periodo successivo. I gipeti vengono contrassegnati con una marcatura sulle penne o sulle zampe, e su alcuni vengono applicati anche piccoli trasmettitori satellitari in modo da consentire alla Fondazione Pro Gipeto di verificare dove vanno e dove si riproducono. Gli studiosi raccolgono così dati sui loro spostamenti (ogni giorno vengono percorsi fino a 700 chilometri), grazie ai quali riescono a proteggere questa popolazione ancora fragile.

Scopri nel video come vengono reintrodotti i gipeti barbuti

Cosa puoi fare tu

Aiutaci a creare condizioni adeguate per i gipeti barbuti e adotta uno stile di vita ancora più rispettoso dell'ambiente, affinché anche l'habitat di altri animali possa trarne vantaggio. Calcola inoltre la tua impronta ecologica e scopri in quali ambiti della vita di tutti i giorni puoi migliorare le tue abitudini in un'ottica ecocompatibile.

Sole tramonta dietro la terra sotto

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