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Sea Turtle a Great Barrier Reef, Australia
Ritorno
12 novembre 2020

Il viaggio di una tartaruga marina attorno al mondo

Yoshi ha nuotato per 37'000 chilometri. Ricercatori marini e biologi l’hanno accompagnata grazie a un trasmettitore. Scopri di più su questo meraviglioso viaggio e sulla sua importanza per la tutela dei mari.

Nel corso dei secoli, le tartarughe sono sopravvissute a eventi quali impatti di meteoriti, disastri naturali e glaciazioni. La forza e la capacità di adattamento di questi rettili sono evidenti nella storia di una tartaruga marina a cui i pescatori hanno dato il nome di Yoshi. Yoshi era stata catturata nelle reti di alcuni marinai giapponesi dopo che una corrente l’aveva trasportata attraverso l’Oceano Indiano. «La tenevano a bordo in una piscinetta per bambini e la nutrivano di sardine», ricorda Maryke Musson, che gestisce l’acquario Two Oceans in Sudafrica: è qui che i pescatori hanno portato la tartarughina al loro arrivo nel porto di Città del Capo. All’epoca Yoshi pesava solo due chili. Tutto ciò accadeva 23 anni fa.

Una piccola tartaruga con una grande personalità

«Fin dall’inizio è stata una piccola tartaruga con una grande personalità», afferma Musson. Yoshi era curiosa e non ha mostrato alcuna paura, così il personale e i visitatori dell’acquario le si sono affezionati rapidamente. Fondamentalmente, tutte le specie di tartarughe marine sono classificate come in pericolo. Solo una o due giovani tartarughe su mille sopravvivono effettivamente fino alla maturità, che si presenta tra i 17 e i 30 anni. Questi animali possono arrivare a vivere fino a 80 anni o anche oltre. Avendo passato 20 anni nell’acquario di Città del Capo, Yoshi è sopravvissuta in sicurezza agli anni più rischiosi della vita di una tartaruga marina. «Grazie alla nostra esperienza con Yoshi, siamo riusciti a evitare la morte di molte altre tartarughe marine», racconta Musson, che nell’arco di dieci anni insieme alla sua squadra ha salvato oltre 600 esemplari, curandoli e rimettendoli poi in libertà.  

Un programma di addestramento di 18 mesi

Tre anni fa è infine giunto il momento anche per Yoshi di dare prova di sé in libertà: era cresciuta diventando una tartaruga maestosa, pesava 183 chili e aveva completato un programma di addestramento di 18 mesi. Il team dell’acquario incoraggiava Yoshi a nuotare avanti e indietro tra i sommozzatori, e alla fine del percorso riceveva da mangiare. «Allora abbiamo capito che Yoshi sapeva badare a se stessa», commenta Musson. «È sempre brava a trovare il cibo». Così, dopo una grande festa d’addio, Yoshi ha iniziato la sua nuova vita a circa 20 miglia al largo delle coste del Sudafrica, con un dispositivo di localizzazione satellitare sulla schiena. Dapprima la tartaruga marina ha nuotato lungo la costa occidentale dell’Africa fino all’Angola ed è tornata a Città del Capo dopo circa 12 mesi. «Non avevamo ancora idea di dove volesse veramente dirigersi», dice Musson. «Le tartarughe marine femmine tornano sempre sulle spiagge dove sono nate per nidificare: ci chiedevamo quindi se ci avrebbe portato nel luogo della sua nascita».

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Yoshi

Finalmente di nuovo in mare: Yoshi viene liberata.

Attraversare l’oceano in linea retta

Con grande sorpresa generale, Yoshi aveva deciso di fare proprio questo e si è messa in viaggio per attraversare l’Oceano Indiano, percorrendo in media 42 chilometri al giorno, e raggiungendo infine le acque al largo dell’Australia a febbraio 2020. Gli esperti sono particolarmente colpiti dal fatto che Yoshi abbia attraversato l’Oceano Indiano in linea retta senza deviazioni, come se sapesse esattamente dove stava andando. Nell’Australia occidentale, Yoshi è approdata direttamente in un’area di nidificazione delle tartarughe marine della sua specie: la tartaruga caretta. «Finora non abbiamo ancora effettuato alcun test genetico», precisa Sabrina Fossette, biologa marina del Dipartimento di Biodiversità, Conservazione e Attrazioni dell’Australia Occidentale. Perché ad oggi la tartaruga non è ancora stata trovata, anche se si sente il suono del trasmettitore satellitare. «Tuttavia, è molto probabile che sia nata in Australia e che ora sia tornata». Gli scienziati australiani ritengono che Yoshi rimarrà in Australia in modo permanente e vi deporrà le sue uova negli anni a venire. Durante l’inverno australiano nei mesi di giugno e luglio, Yoshi ha continuato a sguazzare nell’Australia occidentale. «Sembra che l’ormai famosa tartaruga marina si stia prendendo una piccola vacanza godendosi l’acqua calda della Eighty Mile Beach, in Australia Occidentale», scrive Maryke Musson in un’e-mail. Yoshi si è trattenuta nella regione per settimane.

Un habitat importante

Eighty Mile Beach è la più lunga spiaggia ininterrotta dell’Australia Occidentale, un habitat di importanza internazionale. Migliaia di uccelli migratori passano di qui durante i loro spostamenti annuali. Il parco marino di Eighty Mile Beach è altresì un rilevante sito di nidificazione per le tartarughe marine. Vi si trovano vari ecosistemi come le mangrovie, le zone intertidali, le praterie marine e le barriere coralline, dove anche altri animali marini come i dugonghi, i delfini e i pesci sega hanno trovato il proprio habitat. «Questa zona è sicura e remota, ha una temperatura dell’acqua di 24 gradi Celsius e fornisce agli animali marini cibo in abbondanza», dice Musson. «Sicuramente un posto perfetto per rilassarsi dopo un lungo viaggio».

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