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La sostenibilità delle casse pensioni svizzere continua a essere insufficiente
La maggior parte delle 20 principali casse pensioni svizzere prende in considerazione la sostenibilità e i rischi ambientali in modo insufficiente, come mostra il secondo rating del WWF sulle casse pensioni pubblicato oggi.
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Legge sulla caccia: Il referendum sempre più inevitabile
La Commissione dell’ambiente del Consiglio nazionale intende rivedere una legge sulla caccia che fin da oggi potrebbe mettere ancora di più a rischio specie in pericolo come il lupo o la lince. WWF Svizzera, BirdLife Svizzera e Pro Natura lanceranno il referendum, qualora il Consiglio nazionale non provveda ad apportare miglioramenti significativi alla suddetta legge.
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Dal web al piatto: tracciare il cibo con blockchain
Grazie ad una nuova piattaforma basata sulla tecnologia blockchain, d’ora in poi sarà possibile tracciare, in modo semplice e sicuro, il percorso del cibo, partendo dalla sua origine fino ad arrivare al suo consumo. La piattaforma consente a consumatori e aziende di evitare l’utilizzo di merce illegale, nociva per l’ambiente o prodotta in maniera poco etica.
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WWF, il rating mostra la ripresa del commercio al dettaglio svizzero
Il nuovo rating del WWF indica un cambiamento nel settore dei commercianti svizzeri all’ingrosso e al dettaglio di generi alimentari. In confronto all’anno 2015 i discount guadagnano terreno. Tuttavia la relazione indica anche che il settore nel suo complesso si trova dinanzi a delle grosse sfide da risolvere per ridurre l’impatto sull’ambiente a un livello compatibile.
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Swiss Overshoot Day: le risorse a disposizione per il 2019 sono esaurite
Domani (7 maggio) è lo Swiss Overshoot Day. In parole povere: la popolazione svizzera avrà consumato più risorse naturali di quante ne dispone per l’intero 2019. Il WWF ha aggiornato il calcolatore dell’impronta ecologica, quindi ora è possibile conoscere la propria impronta ecologica, così come qualche pratico consiglio per avere uno stile di vita più ecosostenibile.
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Gli svizzeri volano meno a favore del clima
Volare meno è di tendenza. Quasi il 40% della popolazione Svizzera vuole volare meno in futuro, o addirittura rinunciare completamente agli aerei: è quanto emerge da un sondaggio del WWF Svizzera. Pare che si sia innescato un cambiamento di mentalità, ma la strada da percorrere verso la mobilità verde è ancora lunga.
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Traffico e CO2, il fallimento della politica climatica
I dati pubblicati oggi dal governo federale sulle emissioni di CO2 causate dal traffico mostrano il fallimento della politica climatica finora applicata nel settore dei trasporti.
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WWF, nuovo studio sulla provenienza della carbonella
Meno legno tropicale e più legno certificato (sia per quanto riguarda il tipo di legno, che la provenienza): questo è quanto è emerso da uno studio effettuato dal WWF sulla carbonella venduta in Svizzera.
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Earth Overshoot Day: a fine luglio abbiamo esaurito le risorse della Terra
Domani è Earth Overshoot Day. In parole povere: gli esseri umani avranno esaurito le risorse naturali messe a disposizione della Terra per il 2019 con cinque mesi d’anticipo.
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Rating WWF: i Cantoni falliscono nella politica climatica dell’edilizia
Da mesi, persone di tutte le età si riuniscono e scendono in piazza per chiedere una maggiore tutela del clima. Tuttavia, per i Cantoni tutto ciò sembra passare inosservato. Secondo l’ultimo rating del WWF, il Cantone Basilea-Città è l’unico a raggiunge la seconda categoria «impegnati» nella politica dell’edilizia.
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Un grande passo per il Consiglio degli Stati, un passo troppo piccolo per il clima
Per l’Alleanza clima, la proposta di legge sulla CO2 del Consiglio degli Stati rimane del tutto inadeguata e non potrà scongiurare le terribili conseguenze della crisi climatica. Spetta al nuovo Consiglio nazionale apportare un miglioramento significativo in merito.
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Svolta energetica: lontani dal saldo netto delle emissioni di CO2
L’indice di svolta energetica delle principali associazioni ambientaliste rivela che, se le tempistiche per la salvaguardia del clima rimangono invariate, in questo secolo la Svizzera non sarà in grado di raggiungere l’obiettivo prefissato di saldo netto delle emissioni pari a zero.
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Il referendum contro l'inaccettabile Legge sulla caccia è inevitabile
Dopo un lungo e laborioso processo di appianamento delle divergenze, il Parlamento presenta una revisione della Legge sulla caccia che indebolisce notevolmente la protezione delle specie in Svizzera. In futuro, le specie animali protette potranno essere abbattute preventivamente - semplicemente perché esistono. Questo in un’era in cui la biodiversità è a rischio come mai prima d’ora nella storia dell’umanità. Pro Natura, WWF Svizzera, BirdLife Svizzera e Gruppo Lupo Svizzera lanceranno dunque, insieme ad altre organizzazioni, un referendum contro questa legge inaccettabile.
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Il Parlamento affossa la misura più importante per ridurre i nutrienti e i pesticidi. E adesso?
Oggi il Consiglio degli Stati ha seguito il Consiglio nazionale seppellendo la misura del 3,5% relativa alle superfici per la promozione della biodiversità (SPB) sui terreni coltivabili. La Svizzera manca così l’intervento più importante per la riduzione di nutrienti e pesticidi in agricoltura. La politica ignora l'estinzione delle specie; l'elettorato deve ora correggere la rotta votando Sì all'Iniziativa biodiversità!
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Legge sull’elettricità: dopo il voto, prima dell'attuazione
Il WWF è soddisfatto del chiaro risultato della votazione: una vera pietra miliare per la transizione energetica. Tocca ora a Confederazione e Cantoni garantire un'attuazione efficace e in armonia con la natura. Tuttavia, di per sé la legge sull'elettricità non abbatterà le emissioni. L'effettivo abbandono delle energie fossili potrà avvenire solo tramite ulteriori interventi.
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Banche svizzere prese per la prima volta attentamente in esame dal WWF
Insieme all’agenzia di rating indipendente Inrate, il WWF Svizzera ha analizzato le banche al dettaglio della Svizzera per i settori risparmio, investimento, previdenza, crediti e finanziamenti. Si è tenuto conto anche della gestione aziendale. Con il rating sussiste per la prima volta un quadro d’insieme globale sul livello di sostenibilità delle 15 più grandi banche al dettaglio svizzere.
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La natura lancia un grido di allarme: il WWF Living Planet Report rivela che il 73% delle popolazioni di animali selvatici è in calo
Negli ultimi 50 anni le popolazioni degli animali selvatici presi in esame sono diminuite in media del 73% in tutto il mondo. Anche importanti ecosistemi globali sono sull’orlo del collasso. Questa tendenza catastrofica è illustrata dal WWF Living Planet Index, pubblicato oggi, che include 35'000 trend riguardanti le popolazioni e 5495 specie di anfibi, uccelli, pesci, mammiferi e rettili.Il nostro sistema alimentare e l’avanzare dei cambiamenti climatici sono le cause principali della crescente pressione sulle popolazioni di animali prese in esame.Per quanto riguarda gli ecosistemi, con l’85% il calo maggiore si osserva per laghi e fiumi, seguiti dagli ecosistemi terrestri (69%) e marini (56%); a livello regionale, i cali più significativi si sono verificati in America Latina e nei Caraibi (95%), in Africa (76%) e in Asia-Pacifico (60%). Per fornire qualche esempio concreto, le tartarughe embricate in Australia sono diminuite del 57% e quelle di delfini dell’Amazzonia del 65%.Punti di non ritorno: in tutto il mondo, importanti ecosistemi rischiano di superare soglie critiche, con conseguenze irreversibili e ripercussioni potenzialmente globali.Sono necessari ancora più sforzi per proteggere e ripristinare gli ecosistemi, e ciò attraverso il rafforzamento dell’agricoltura rigenerativa e l’implementazione di molte più misure nell’ambito della protezione del clima che diano priorità all’espansione delle energie rinnovabili e alla riduzione delle emissioni dannose.
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Le promesse? Mantenute! Valutazione annuale positiva dell'impegno delle aziende partner
Il WWF e l’imprenditoria - il Rapporto sulle partnership aziendali 2024: Il WWF accompagna alcune aziende selezionate lungo il percorso verso una maggiore sostenibilità, fissando con loro obiettivi ambiziosi. Una volta all'anno verifichiamo poi se questi ultimi sono stati rispettati.Nell'ultimo esercizio, il WWF Svizzera ha collaborato con undici imprese; ne ha accompagnate sei nell’apportare cambiamenti profondi, ad esempio adoperandosi maggiormente contro la deforestazione, la pesca eccessiva, la scarsità idrica, il riscaldamento climatico e la perdita di biodiversità. Le aziende partner dimostrano un grande impegno nell'ambito della tutela climatica e nell'affinare le strategie di sostenibilitàPer quanto concerne la tutela della biodiversità, la trasparenza delle catene di approvvigionamento e l'impegno politico per l'ambiente, il WWF auspica un impegno molto maggiore da parte loroI dettaglianti devono facilitare il passaggio dei consumatori alle alternative vegetali, mediante interventi ad hoc e offerte miglioriCitazioni di Thomas Vellacott, CEO del WWF Svizzera:«Senza una natura sana non può esistere un'economia sana. Le imprese hanno quindi tutto l'interesse a preservare la base della propria attività».«A lungo termine, avranno successo soltanto le aziende che integrano la tutela del clima e della biodiversità nelle loro attività».«Sono lieto che sempre più imprese si rendano conto della propria responsabilità e facciano di più per proteggere il clima e conservare la biodiversità. Grazie alla nostra vasta esperienza, le sosteniamo lungo questo percorso».Citazioni di Tanja Diethelm, co-direttrice Corporate Relations del WWF Svizzera«Grazie alle partnership con Coop, Migros e Lidl, alcune delle quali ormai in essere da anni, il WWF è già riuscito a cambiare molto. Però c'è ancora tanto da fare. Se il commercio al dettaglio riuscisse a controllare ancora più da vicino le fonti di provenienza di materie prime quali soia, olio di palma, caffè e legname, potrebbe contribuire a proteggere meglio la natura».«Trattando il tema dell’alimentazione, vorremmo vedere ambizioni più grandi. La carne causa molteplici problemi: ogni anno si distruggono circa dieci milioni di ettari di preziosi paesaggi naturali, soprattutto nei Paesi tropicali, per creare pascoli per il bestiame e coltivare soia per i mangimi; esistono però alternative interessanti alla carne che i rivenditori potrebbero presentare e pubblicizzare meglio, per facilitarne la scelta da parte dei consumatori».L'impatto dell’economia svizzera sull'ambientePer quanto piccola in termini di superficie, come potere economico la Svizzera è un gigante. Le grandi imprese si riforniscono di materie prime in ogni possibile angolo del mondo, rivendendole sempre a livello globale; le istituzioni finanziarie decidono in quali settori e modelli di business investire il denaro. E poiché quasi due terzi di tutte le materie prime passano dalle mani dei commercianti svizzeri, questi ultimi hanno anche un enorme potenziale da sfruttare nello stabilire e richiedere standard positivi. Se le aziende svizzere cambiassero le proprie pratiche (ad esempio optando per materie prime provenienti da aree non soggette a deforestazione oppure per mezzi di trasporto alternativi), il loro potenziale nel creare un cambiamento reale sarebbe enorme.Proprio per questo, il WWF collabora con imprese selezionate e le sostiene nel prendere decisioni migliori che, da ultimo, vanno a beneficio di tutti. Alla base di queste cosiddette "partnership trasformative" ci sono obiettivi ambiziosi, quali ad esempio evitare prodotti associati alla deforestazione e fissare obiettivi vincolanti di riduzione delle emissioni dannose per il clima. Sebbene si stiano compiendo passi avanti sugli obiettivi climatici, rimangono due tematiche su cui auspichiamo maggiore impegno da parte dei rivenditori: in primo luogo, sono necessarie offerte maggiori e migliori per facilitare ai consumatori la scelta di alternative a base vegetale; inoltre, c'è ancora molto da fare rispetto alla biodiversità, ovvero la conservazione della varietà delle nostre specie. Incoraggiamo pertanto i partner a adoperarsi più consapevolmente a favore della diversità di tutte le forme di vita sul nostro pianeta: dopo tutto, ogni insetto che si estingue fa parte di un grande ciclo a cui partecipiamo anche noi stessi. Si riporta di seguito una selezione di quanto realizzato ad opera delle imprese partner del WWF nel passato recente: Lidl Svizzera e il WWF Svizzera collaborano dall'inizio del 2017. Da allora hanno stabilito obiettivi ambiziosi nell'ambito della sostenibilità, raggiungendo numerose pietre miliari. Si ravvisano, ad esempio, i progressi compiuti nel settore ittico e dei frutti di mare: se nel 2021 circa l'82% dell'intero assortimento di prodotti ittici di Lidl Svizzera soddisfaceva i requisiti minimi del WWF, nel 2023 la percentuale ha quasi toccato il 96%. Questa felice collaborazione viene estesa a livello internazionale a tutti i 31 Paesi in cui opera Lidl.Nel 2023, la cooperazione tra Migros e il WWF è stata estesa all'intero Gruppo Migros. Tra l'altro, con Migrolino e Banca Migros sono stati realizzati degli "sprint di sostenibilità" per analizzare e promuovere i temi rilevanti in questo senso.La partnership con la Coop si sta rivelando particolarmente fruttuosa nel settore dei prodotti ittici. Se nel 2019 meno del 60% dell'assortimento di prodotti ittici di Coop proveniva da fonti raccomandate dal WWF, alla fine del 2023 questa quota aveva superato il 77%: la Coop va quindi ben oltre i requisiti minimi del WWF.Il WWF supporta da anni Emmi nei suoi obiettivi di sostenibilità; nel 2023 si sono peraltro sviluppati obiettivi specifici per il latte sostenibile nei principali mercati esteri. Con una chiara attenzione per gli indicatori rilevanti, tra cui il clima, Emmi si adopera ora ampiamente a livello internazionale per identificare e migliorare continuamente l'impatto ambientale e sociale dei suoi prodotti. Nel primo anno del progetto forestale di SIG in Messico sono stati compiuti importanti progressi: grazie a un'indagine completa dell'area forestale e all'analisi dell'habitat del giaguaro, sono state identificate le aree prioritarie per le misure di rimboschimento. Al contempo, sono stati creati vivai locali dove sono state coltivate centinaia di piantoni, da interrarsi a breve nelle zone chiave. Sono state rafforzare anche le comunità locali, grazie alla formazione su temi quali il monitoraggio della fauna selvatica, il miglioramento delle pratiche di allevamento e l'attenuazione dei conflitti tra uomo e animali selvatici. Un progetto che rappresenta un esempio pionieristico di ripristino olistico delle foreste e di conservazione della natura in Messico. Nel 2023, SV Group ha compiuto progressi nella riduzione delle emissioni di CO2. Grazie a una migliore pianificazione del numero di menu e a misure mirate, come ad esempio l'ampliamento dell'offerta vegetariana e vegana, la società di catering e del settore alberghiero è riuscita a ridurre ulteriormente le proprie emissioni. SV però non dorme sugli allori: insieme stiamo lavorando a una strategia completa e a un piano d'azione dettagliato per migliorare i risultati futuri, in modo ancora più rapido e efficace.Dal 2023, SWICA e il WWF collaborano a un progetto pionieristico per lo sfruttamento rigenerativo del territorio. L'obiettivo è rinaturalizzare e valorizzare le torbiere, sostenendo le aziende agricole nel passaggio a pratiche di conservazione del suolo rispettose dell'ambiente. In virtù di questa collaborazione, non solo promuoviamo suolo e cibo sani, ma contribuiamo anche alla salute delle persone. Il WWF Svizzera ha collaborato anche con Cornèrcard, Feldschlösschen, Starbucks e ZKB. L’ultimo «Rapporto sulle partnership» è stato verificato da PwC. Tutte le aziende partner e le attività congiunte sono consultabili all'indirizzo https://www.wwf.ch/partner
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BILANCIO DELLA PROTEZIONE DELLE SPECIE: IL WWF DECRETA I VINCITORI E I VINTI DEL 2024
La distruzione della natura, il bracconaggio e la crisi climatica continuano a mettere a repentaglio un numero crescente di specie di flora e fauna. Anche nel 2024, nel regno delle specie in pericolo figurano numerosi vinti, tra cui coralli, elefanti del Borneo, banteng, pinguini africani e alberi. In Svizzera, la situazione è particolarmente critica per ricci, lupi e scarabei dorati. Nonostante ciò, vi sono segnali incoraggianti che dimostrano l’efficacia degli sforzi compiuti per tutelare le specie e preservare gli habitat a rischio.
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Consigli del WWF per l’acquisto dell’albero di Natale
• La scelta migliore sono le varietà nazionali, coltivate in zona e con etichetta Bio o FSC • Ancora meglio però sarebbe fare a meno in toto dell'albero• Vale la pena optare per gli alberi di plastica solo se verranno utilizzati a lungoPer tanti, l'albero di Natale caratterizza le festività, però spesso finisce per essere smaltito solo dopo pochi giorni, motivo per cui ci si interroga sulla scelta migliore. Avete ben intuito: la migliore opzione per la natura e l'ambiente è rinunciare all'albero. Qualche bel ramo decorato potrebbe essere un'alternativa valida, ma se si deve proprio avere un albero, Damian Oettli, responsabile mercati del WWF Svizzera, raccomanda di fare tesoro dei seguenti consigli:• con l'etichetta: nelle coltivazioni degli alberi di Natale si impiegano sovente pesticidi, pertanto prestate attenzione alle etichette Bio e FSC, poiché gli alberi certificati non sono stati trattati con pesticidi né fertilizzanti. • locale è meglio: più breve è il trasporto, meglio è; inoltre, un albero abbattuto da poco dura più a lungo. Talvolta a livello regionale c’è la possibilità di tagliare personalmente gli alberi; anche in questo caso, la prima scelta ricade su quelli provenienti da coltivazioni FSC o Bio.• privilegiate le varietà autoctone: abete rosso, pino silvestre e abete bianco costituiscono una buona opzione. Tuttavia, oggi aumentano le vendite degli abeti del Caucaso, che non appartengono ai nostri ecosistemi regionali; provengono da piantagioni, contribuiscono all’incremento delle monocolture e spesso vengono potati alla perfezione con i pesticidi. • gli ultimi metri: il trasporto in auto spesso rilascia più CO2 di quello stoccato in un albero, quindi è meglio procedere all’acquisto vicino a casa e ridurre i tragitti. • lo mettiamo in giardino? L'idea di acquistare un albero con la piota per piantarlo in giardino dopo le feste non sempre funziona. Per utilizzarlo con successo in un secondo momento, l'albero dovrebbe trascorrere il minor tempo possibile al caldo del salotto; portandolo dentro e fuori, bisogna prima assicurarsi che possa lentamente acclimatarsi e innaffiarlo a sufficienza. Inoltre, la pianta dovrebbe già essere stata coltivata in vaso, in modo che tutte le radici siano intatte. • l'albero in plastica: una vera alternativa? Gli alberi di Natale in plastica sono pratici, non perdono gli aghi. Molti alberi di questo materiale provengono però dall'Estremo Oriente e hanno quindi compiuto un lungo viaggio. Dal punto di vista del bilancio ambientale, risulta decisiva la durata del loro utilizzo, ovvero quanti alberi di Natale veri vengano così sostituiti nel corso degli anni: nel migliore dei casi, molti (>20). Quando si rompono, gli alberi di Natale artificiali vanno gettati nell’indifferenziato. Contatto: Lydia Ebersbach, addetta stampa, WWF Svizzera, lydia.ebersbach@wwf.ch, +41 44 297 21 27
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Commento media sul declassamento della protezione del lupo nell'ambito della Convenzione di Berna
In data 3 dicembre 2024, la Convenzione di Berna ha deciso di declassare lo status di tutela del lupo dall'allegato II (specie rigorosamente protetta) all'allegato III (specie protetta). Questo nonostante i pareri scientifici del 2022 e del 2023 avessero ravvisato la necessità di una continua e rigorosa tutela per la maggior parte delle sottopopolazioni europee del lupo, ancora gravemente minacciate.
/it/media/commento-media-sul-declassamento-della-protezione-del-lupo-nellambito-della-convenzione-di-berna -
Report del WWF: 742 nuove specie tra caffè, coccodrilli e scimmie lesula
In Africa, nel bacino del Congo, in 10 anni sono state scoperte 742 nuove specie animali e vegetali. Un nuovo rapporto del WWF intende celebrare la straordinaria biodiversità di questa regione, sottolineando allo stesso tempo la necessità di proteggere meglio uno degli ecosistemi più importanti del mondo.
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Le flotte certificate MSC fanno razzia di spratti
Il settore della pesca industriale danese e svedese incentrato sulla farina di pesce nel Mare del Nord sta saccheggiando su larga scala gli stock di spratti, ormai sull’orlo del collasso, spingendo il WWF a presentare ricorso contro il rinnovo della certificazione MSC a loro favore. Nonostante le considerevoli ricadute ambientali, le carenze strutturali dello standard MSC consentono la pesca nell'area marina protetta.WWF: «MSC deve prendere sul serio il proprio standard e tutelare le specie importanti a livello ecologico». Il WWF critica l'annunciata certificazione MSC a favore di attori del comparto della pesca industriale attivo nella produzione di farina di pesce nel Mare del Nord e ha pertanto presentato un ricorso formale. Per l'organizzazione per la conservazione della natura, il caso mette in luce difetti strutturali e l'errata interpretazione dello standard di sostenibilità, con un possibile risvolto negativo sulla biodiversità del Mare del Nord. La pesca danese-svedese di cicerelli, spratti e busbane norvegesi era già stata certificata MSC una volta, con vincolo di apportare migliorie; a cinque anni di distanza, la certificazione è scaduta senza rispettare le condizioni volte a prevenire la pesca eccessiva. Ora, dopo uno iato di due anni, le imprese afferenti vengono reinserite nel programma MSC per un ulteriore quinquennio, con i medesimi oneri. Citazione di Catherine Vogler, esperta di pesca presso il WWF Svizzera: «Questo discutibile modo di fare rivela grandi lacune nello standard MSC: le attività di pesca interessate riceveranno l’etichetta MSC pur sfruttando gli stock degli spratti, nel frattempo al collasso, oltretutto con reti a strascico che non andrebbero utilizzate nelle aree marine protette. Inoltre, negli ultimi sette anni queste imprese non hanno assolto i propri compiti. Una combinazione che certo non merita un certificato di sostenibilità».«È incomprensibile che lo standard MSC non consideri assolutamente il fatto che i pescherecci operino in aree marine protette, proprio dove dovrebbero valere standard particolarmente elevati in termini di sostenibilità ambientale. Una contraddizione che danneggia la credibilità dell’etichetta».Inoltre, lo standard MSC sancisce la protezione delle specie ittiche che vivono in banco, dall’alto valore ecologico. Poiché in questo caso lo standard non è stato applicato correttamente, si è potuto prelevare dall'ecosistema una quantità di cicerelli e spratti di gran lunga superiore rispetto a quanto sia ecocompatibile. I banchi di questi piccoli pesci sono insostituibili come fonte di nutrimento per i predatori ittici più grandi, come il merluzzo, ma anche per le focene, le foche e gli uccelli marini. La pesca eccessiva di cicerelli e spratti si ripercuote negativamente sulla biodiversità acquatica del Mare del Nord, al cui ecosistema la flotta sottrae 200.000 tonnellate di pesce impiegato poi come mangime per i salmoni d'allevamento in vendita nei supermercati. Ciò significa che a tavola sono anche i consumatori svizzeri a subire le conseguenze di questo tipo di pesca.Il WWF chiede a MSC di garantire la protezione delle piccole specie ittiche ecologicamente importanti non solo sulla carta, bensì anche in concreto. Inoltre, MSC deve inserire nello standard la conservazione delle zone marine protette. Per venire nuovamente certificate, le attività del comparto ittico in questione dovrebbero anzitutto soddisfare le condizioni imposte sette anni fa. ______Info: qual è l’opinione del WWF sull’etichetta MSC? Da un punto di vista ecologico, al momento MSC è l’etichetta più rigorosa disponibile sul mercato per le catture in natura. Tuttavia, il WWF riconosce evidenti carenze in MSC, come dimostra anche il crescente numero di reclami presentati dal WWF sia sulle singole certificazioni MSC che circa le richieste di miglioramento dello standard. Stante la crescente pressione sui mari di tutto il pianeta, MSC deve garantire che il suo standard rifletta lo stato attuale della scienza e le migliori metodologie disponibili a livello mondiale. È importante controllare approfonditamente l’etichetta MSC. Il WWF si aspetta e si impegna a far sì che MSC superi le sue debolezze, con una stringente attuazione delle sue linee guida e, ove necessario, sviluppandole in modo tempestivo.
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Rating di sostenibilità del WWF 2024: progressi in università, l'insegnamento arranca
Le università sono attori cruciali nello sviluppo sostenibile di società e economia. Oggi il WWF Svizzera pubblica il suo quarto rating di sostenibilità delle università svizzere (www.wwf.ch/universities2024). Nonostante i significativi progressi, in particolare nel contesto della governance e della gestione, nei curricula la sostenibilità e l'educazione allo sviluppo sostenibile (ESS) sono comunque sottorappresentate, e necessitando quindi di un sostegno ad hoc.
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Successo nella protezione delle specie: il ritorno del tonno rosso dell'Atlantico
Sull'orlo del collasso negli anni '90, oggi il tonno rosso non è più considerato sovrasfruttato. Un importante successo che dimostra l’effettiva possibilità di ristabilizzare gli stock grazie a un intervento deciso, se gli ambientalisti marini, i governi e i produttori collaborano davvero.
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Earth Hour del WWF: partecipa e regala un'ora alla Terra!
L'Ora della Terra del WWF si svolgerà per la diciannovesima volta in tutto il mondo sabato, 22 marzo 2025.
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No al Fondo per le strade nazionali
Il WWF Svizzera si oppone alla creazione di un Fondo per le strade nazionali e il traffico d'agglomerato (FOSTRA) e raccomanda i cittadini di indicare NO nelle votazioni del 12 febbraio.
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Coniglietti di Pasqua? Occhi aperti! La sostenibilità di produttori e rivenditori di cioccolato a confronto
Prezzi in aumento, confezioni più piccole: l'industria del cioccolato pretende molto dai consumatori di tutto il mondo, che in cambio dovrebbero però ricevere del cioccolato non associato alla deforestazione, all'estinzione delle specie né al lavoro minorile. I risultati dell'ultima indagine sul comparto del cioccolato mostrano quanto sia ancora lunga la strada da percorrere, pur notando segnali positivi, soprattutto in Svizzera.
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Le maggiori associazioni ambientaliste raccomandano il No al FOSTRA
Le maggiori associazioni ambientaliste svizzere si impegnano per una mobilità sostenibile e una Svizzera ecologica. Perciò raccomandano di respingere in votazione il Fondo per le strade nazionali e il traffico d'agglomerato (FOSTRA) il 12 febbraio prossimo. Con questo fondo si darebbe un assegno in bianco ai progetti stradali, che immancabilmente porterebbero a più strade, più traffico, più dispersione degli insediamenti, più inquinamento dell’aria e più riscaldamento del clima.
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In serra o via aereo: il WWF chiede trasparenza per frutta e verdura
I prodotti trasportati per via aerea e coltivati nelle serre riscaldate con energie fossili incidono fortemente sul bilancio climatico di frutta e verdura. Lo dice un nuovo studio del Politecnico federale di Zurigo. Il WWF chiede pertanto un'etichettatura più chiara da parte dei commercianti al dettaglio o, meglio ancora, l'eliminazione di questi prodotti dal proprio assortimento.
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