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  • Partnership with Cornèrcard 2020

    For each newly issued WWF credit card, Cornèrcard transfers CHF 50 to the WWF and for each annual renewal, CHF 25. In addition, 0.25% of the purchase sum is transferred to WWF each time the card is used. Cornèrcard covers the contributions to WWF; there are no additional costs for card owners.
    /en/partner/partnership-with-cornercard-2020
  • Partnership with Migros 2020

    The Migros Cooperative Alliance (‘Migros-Genossenschafts-Bund’, Migros) has been committed to helping the environment alongside WWF for more than 20 years. Since 2009, this cooperation has taken place as part of a comprehensive strategic partnership, which includes ambitious goals in the most relevant environmental areas.
    /en/partner/partnership-with-migros-2020
  • Il Mediterraneo si sta riscaldando più rapidamente rispetto alla media del pianeta

    Sono quasi 1000 le specie cosiddette “aliene” che, migrate nelle acque più calde del Mar Mediterraneo, hanno sostituito le specie endemiche. Allo stesso tempo, condizioni meteorologiche sempre più estreme devastano le fragili zostere e le barriere coralline, minacciando così città e coste. Oggi, in occasione della Giornata mondiale degli oceani, il WWF intende mostrare come la crisi climatica abbia già trasformato - in alcuni casi in modo irreversibile - alcuni dei più importanti ecosistemi marini del Mediterraneo, con conseguenze per i settori economici come la pesca e il turismo, ma anche per le nostre abitudini di consumo del pesce. È necessaria un'azione urgente per evitare ulteriori emissioni di gas serra e per adattarsi alla nuova realtà di un mare che diventa sempre più caldo.
    /it/media/il-mediterraneo-si-sta-riscaldando-piu-rapidamente-rispetto-alla-media-del-pianeta
  • Gli enormi problemi ambientali rimangono irrisolti

    Oggi l'elettorato si è espresso contro l'iniziativa sull'acqua potabile e l'iniziativa «Per una Svizzera senza pesticidi sintetici». Questa decisione è stata presa auspicando che la politica e l'agricoltura abbiano riconosciuto gli enormi problemi ambientali e i rischi per la salute posti da pesticidi e fertilizzanti.
    /it/media/gli-enormi-problemi-ambientali-rimangono-irrisolti
  • Swiss Overshoot Day: la Svizzera non ha più risorse

    Dall'11 maggio 2021, la popolazione svizzera consuma più risorse naturali di quante siano a sua disposizione per tutto l’anno.
    /it/media/swiss-overshoot-day-la-svizzera-non-ha-piu-risorse
  • Soia, obblighi ambientali e sociali per i commercianti globali insufficienti

    I commercianti di soia non stanno adottando misure sufficienti contro i devastanti effetti della produzione di questo bene sulle foreste e su altri importanti ecosistemi, né contro le violazioni dei diritti umani all'interno delle relative catene di approvvigionamento. Lo dimostra la Scorecard sulla soia pubblicata oggi da WWF e Global Canopy, che analizza le misure dei 22 principali commercianti mondiali di soia per risolvere problemi critici di natura ambientale e sociale nelle catene di approvvigionamento.
    /it/media/soia-obblighi-ambientali-e-sociali-per-i-commercianti-globali-insufficienti
  • Intervista con Ivana e Ben Nott

    Ivana e Ben Nott hanno designato il WWF come loro erede. La coppia vuole essere sicura che la propria eredità sia in buone mani.
    /it/intervista-con-ivana-e-ben-nott
  • Statistiche sul CO2: le apparenze ingannano

    Secondo il WWF, le ultime statistiche sul CO2 dell'UFAM dovrebbero essere valutate con estrema cautela. Stanti tali informazioni, nel 2020 le emissioni sono infatti risultate essere leggermente inferiori rispetto all'anno precedente; tuttavia, una disamina dei dati di vendita delle nuove automobili e dei sistemi di riscaldamento mostra chiaramente che gli svizzeri continuano ad acquistare veicoli nuovi e più inquinanti d’Europa e troppo spesso installano sistemi di riscaldamento a petrolio e gas dannosi per il clima. Ora è la politica a dover agire.
    /it/media/statistiche-sul-co2-le-apparenze-ingannano
  • Il consumo di carne porta alla distruzione delle foreste pluviali

    Il consumo di carne porta alla distruzione delle foreste pluviali
    /it/media/il-consumo-di-carne-porta-alla-distruzione-delle-foreste-pluviali
  • Other activities with companies 2020

    WWF also works with companies through its corporate volunteering programme and corporate donations.
    /en/partner/other-activities-with-companies-2020
  • Il torrente di montagna Beverin certificato Perla d'Acqua PLUS

    È la prima volta che accade: Bever, nell'Alta Engadina, è il primo Comune della Svizzera in assoluto a ricevere il marchio «Perla d'Acqua PLUS», un tributo al suo impegno per il torrente di montagna Beverin.
    /it/media/il-torrente-di-montagna-beverin-certificato-perla-dacqua-plus
  • Partnership with IKEA 2020

    Ikea and WWF have been collaborating together at the international level since 2000 to promote responsible forestry, environmentally friendly cotton production, and climate protection globally. In Switzerland, they are working together towards a future based on renewable energy. Find more information on the international partnership with Ikea here.
    /en/partner/partnership-with-ikea-2020
  • Partnership IKEA 2019

    Dal 2000 Ikea e WWF collaborano a livello internazionale al fine di promuovere una silvicoltura responsabile, una coltivazione di cotone sostenibile e una tutela del clima a livello globale. In Svizzera si impegnano congiuntamente per un futuro con energie rinnovabili. Ulteriori informazioni sulla partnership internazionale con Ikea sono disponibili qui.
    /it/node/2153
  • È tempo di un piano B contro la crisi climatica

    Il WWF accoglie con rammarico la vittoria del "No" alla legge sul CO2. Nonostante il risultato odierno, la Svizzera deve onorare i suoi impegni nell'ambito dell'accordo di Parigi sul clima e dare il suo contributo alla lotta contro la crisi climatica. Ora va ridefinito il modo per raggiungere questo obiettivo.
    /it/media/e-tempo-di-un-piano-b-contro-la-crisi-climatica
  • Partnership Velux 2021

    WWF and the VELUX Group collaborate globally on an ambitious climate project, taking responsibility for both past and future actions. Nature is in crisis and climate change is the greatest challenge humanity has ever faced. Tackling it involves every single one of us. Governments and businesses need to commit to more ambitious action to limit global warming to 1.5°C above pre-industrial levels. In response to this, the VELUX Group has committed to reducing its future CO2 emissions in line with a 1.5°C decarbonization pathway. Additionally, the VELUX Group will capture its historical carbon footprint, dated from when it was founded in 1941, through WWF forest conservation projects. This will benefit both biodiversity and communities. By the time the Velux Group celebrates its 100th anniversary in 2041, the climate investment will ensure the offset past CO2 emissions.
    /en/partner/partnership-velux-2021
  • Rating del WWF sulla sostenibilità delle banche al dettaglio svizzere

    In che modo le 15 principali banche al dettaglio elvetiche operano con il denaro dei loro clienti dal punto di vista della sostenibilità? Oltre ai rendimenti, alla liquidità e alla sicurezza, anche i fattori ambientali costituiscono un problema? Il WWF intende rianalizzare questi aspetti insieme a PwC Svizzera. In confronto all'ultima pubblicazione del rating di quattro anni fa, da parte degli istituti bancari si notano dei progressi, tuttavia l'attuazione degli obiettivi climatici non è ancora sancita nella loro attività principale. Per far fronte alle sfide del presente, le banche al dettaglio devono fornire un contributo più coerente.
    /it/media/rating-del-wwf-sulla-sostenibilita-delle-banche-al-dettaglio-svizzere
  • Articoli e dossier attuali

    Notizie e dossier di approfondimento sulle questioni climatiche e ambientali, sullo stile di vita sostenibile e sulle attività del WWF.
    /it/articoli-e-dossier-attuali
  • Abbandonare la compensazione di CO2

    Una guida del WWF per le aziende mostra l’utilità di finanziamenti aggiuntivi a favore del clima e come sia possibile stimare realisticamente i costi dell’impatto climatico secondo il principio del «denaro per tonnellata». La Conferenza mondiale sul clima in Egitto mette in luce anche gli sforzi delle aziende per la protezione del clima. Tuttavia, esse troppo spesso si affidano ancora soltanto alla compensazione delle emissioni, cosa che alla COP 27 è stata aspramente criticata dal Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres. «L’acquisto di crediti di CO2 non è una misura sufficiente per proteggere il clima», afferma Lene Petersen, esperta di protezione del clima di WWF Svizzera, e aggiunge: «È quanto mai urgente sviluppare un nuovo modello di finanziamenti aggiuntivi in favore del clima». Ma come possono le aziende mettere a disposizione fondi aggiuntivi per finanziare la protezione del clima a livello globale? Elaborata congiuntamente da WWF Svizzera e Germania, la nuova guida del WWF «PRONTI PER PARIGI. Un nuovo modello per la compensazione delle emissioni di CO2: come le aziende dovrebbero finanziare la protezione del clima» (disponibile solo in inglese con il titolo FIT FOR PARIS - Replacing Kyoto-style CO2 offsetting: How companies should finance additional climate action), mostra come ciò può funzionare senza greenwashing e slogan puramente pubblicitari come «climaneutrale». Petersen afferma: «Per le aziende la cosa più importante rimane ridurre le emissioni di gas serra secondo un obiettivo climatico basato su evidenze scientifiche e lungo l’intera catena del valore, cioè dall’ambito 1 al 3. Solo così le loro strategie climatiche saranno “Pronte per Parigi”. E solo in questo modo il mondo avrà la possibilità di rimanere entro il limite di 1,5 gradi stabilito dall’Accordo di Parigi». Tuttavia, per le aziende i finanziamenti aggiuntivi in favore del clima sono una componente importante delle strategie climatiche compatibili con Parigi. Se vogliamo che il mondo arrivi all’obiettivo zero emissioni nette di serra entro il 2050 è necessario colmare un enorme deficit finanziario di diverse centinaia di miliardi di dollari. «Le aziende possono contribuire a colmare questo deficit e a raggiungere l’obiettivo globale emissioni nette zero. Per farlo, devono ridurre le loro emissioni future e allo stesso tempo assumersi la responsabilità finanziaria per quelle che continuano a generare», dichiara Petersen. Se le aziende vogliono contribuire a una decarbonizzazione globale più rapida in veste di cosiddetti «Climate Steward», devono mettere fine alle dubbie dichiarazioni di neutralità frutto del principio «tonnellata per tonnellata». «L’ideale sarebbe tradurre tutte le emissioni che si continuano a generare in costi concreti dell’impatto climatico» afferma Petersen. Secondo l’Agenzia Federale tedesca per l’Ambiente, attualmente tali costi si aggirano intorno a 200 franchi per tonnellata di CO2. Con emissioni iniziali elevate, questo calcolo può arrivare a somme consistenti; per questo motivo la guida del WWF raccomanda di aumentare gradualmente il prezzo stimato del CO2 e di prendere in considerazione a poco a poco tutte le emissioni di gas serra. Il budget quantificato viene quindi investito in progetti di protezione del clima diversificati, ad esempio in programmi Landscape e soluzioni nature-based. Così facendo, il più efficace finanziamento basato su quello che possiamo definire «denaro per tonnellata» va a sostituire gradualmente il vecchio principio della «tonnellata per tonnellata». In questo modo i «Climate Steward» sostengono la trasformazione sistematica e danno un prezzo realistico ai loro danni al clima, invece di usare metodi dubbi per compensare retroattivamente le emissioni: si tratta di una base importante per mettere in piedi strategie climatiche aziendali compatibili con Parigi. Ulteriori informazioni Link Guidance (tedesco) Link versione breve (inglese) Contatto Susanna Petrone, Responsabile della comunicazione WWF Svizzera, 076 552 18 70, susanna.petrone@wwf.ch Lene Petersen, WWF Svizzera, esperta di protezione del clima (intervista possibile in tedesco, inglese e francese), 044 297 21 84, lene.petersen@wwf.ch
    /it/media/abbandonare-la-compensazione-di-co2
  • HappySocks

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  • Inversione di tendenza in vista per gli squali, renne quasi senza scampo

    Vincitori e vinti del 2022: per renne, rinoceronti bianchi, pinguini imperatori e lepri comuni il 2022 non è stato un anno positivo. Il bilancio annuale del WWF presenta però anche buone notizie, ad esempio per tigri, ara di Spix, gipeti e megattere. L'accordo mondiale per la conservazione della natura di recente adozione fa ben sperare che la crisi delle specie possa venire fermata: la sua attuazione sarà decisiva per un pianeta su cui valga la pena vivere. Secondo il Living Planet Report 2022, dal 1970 le popolazioni di vertebrati prese in analisi sono diminuite in media del 69% in tutto il mondo. L’elenco della Lista Rossa Internazionale dell'IUCN include ad oggi oltre 42.100 specie di flora e fauna designate come minacciate, ovvero quasi il 30% della totalità delle specie rilevate in loco. Il WWF ripone grandi speranze nella Convenzione delle Nazioni Unite sulla biodiversità, sottoscritta da 196 Paesi (Svizzera inclusa) e che stabilisce l'obiettivo di conservare almeno il 30% delle terre, delle acque dolci e dei mari del mondo. Il seguente elenco del bilancio annuale del WWF è un estratto della situazione attuale a carattere non esaustivo; tra vincitori e vinti figurano anche ulteriori specie.
    /it/media/inversione-di-tendenza-in-vista-per-gli-squali-renne-quasi-senza-scampo
  • Inverno: tempo di casa

    Zuhause heissen Tee, den Duft von Mandarinen und die Kuscheldecke geniessen. Lassen Sie sich von nachhaltigen Produkten für gemütliche Stunden inspirieren.
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  • Regali e donazioni

    Sinnvolle Geschenkideen: Freude bereiten und gleichzeitig den Natur- und Umweltschutz unterstützen. Unsere WWF Spendengeschenke.
    /it/shop/regali-e-donazioni
  • Partnership SIG 2021

    SIG joins WWF's Forests Forward program and supports thriving forests around the world
    /en/partner/partnership-sig-2021
  • Rapporto del WWF: le popolazioni di animali si riducono del 69% in tutto il mondo

    Il WWF avrebbe voluto scegliere un titolo diverso per questo comunicato stampa, ma il 14° «Living Planet Report 2022», pubblicato oggi, recita in modo drammatico: dal 1970 è scomparso in media il 69% di tutte le popolazioni monitorate di mammiferi, volatili, pesci e rettili. Le cause principali del declino globale delle popolazioni di animali selvatici sono la perdita di habitat, lo sfruttamento, l'inquinamento, la crisi climatica, le patologie e l'introduzione di specie invasive. Il WWF lancia un appello urgente ai governi, alle imprese e all'opinione pubblica: dobbiamo agire con misure vincolanti per fermare la distruzione della biodiversità.
    /it/media/rapporto-del-wwf-le-popolazioni-di-animali-si-riducono-del-69-in-tutto-il-mondo
  • Quanto conosci la foresta pluviale?

    Il concorso è terminato. In caso di vincita, invieremo una comunicazione personale.
    /it/quanto-conosci-la-foresta-pluviale
  • Fatti notare - indossa il Panda!

    Bunte Socken und trendige T-Shirts aus nachhaltiger Bio-Baumwolle. Setzen Sie ein Statement und tragen Sie fair produzierte Mode für einen lebendigen Planeten.
    /it/shop/fatti-notare-indossa-il-panda
  • Il settore finanziario svizzero investe nella crisi climatica

    Gli investimenti e i finanziamenti offerti e realizzati dalle casse pensioni, dalle assicurazioni, dalle banche e dai gestori patrimoniali svizzeri alimentano la crisi climatica invece di sostenere il nostro Paese nel raggiungimento dei suoi obiettivi climatici: lo dimostrano i test della compatibilità climatica pubblicati oggi dall’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM).
    /it/media/il-settore-finanziario-svizzero-investe-nella-crisi-climatica
  • Il WWF è preoccupato – Il Consiglio federale si piega davanti alla BNS

    Nel rapporto in adempimento al postulato pubblicato oggi, il Consiglio federale affranca la Banca nazionale svizzera dagli obiettivi di sviluppo sostenibile. Secondo il Consiglio federale, la politica monetaria e valutaria della BNS non deve coincidere con il perseguimento degli obiettivi ambientali e di sviluppo sostenibile.
    /it/media/il-wwf-e-preoccupato-il-consiglio-federale-si-piega-davanti-alla-bns
  • Vertice ONU sul clima: il WWF Svizzera chiede che vengano ridotte più rapidamente le emissioni di gas serra

    In occasione della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici in Egitto, il WWF si batte affinché le emissioni globali di gas serra vengano ridotte più rapidamente e chiede che la Svizzera si assuma una parte equa dei pagamenti di compensazione in favore dei Paesi particolarmente colpiti dai cambiamenti climatici.
    /it/media/vertice-onu-sul-clima-il-wwf-svizzera-chiede-che-vengano-ridotte-piu-rapidamente-le-emissioni-di-gas
  • Rating sul clima: la Svizzera retrocede a metà classifica

    La Svizzera perde 7 posizioni rispetto allo scorso anno e ora si colloca solo al 22° posto tra i Paesi messi a confronto nel Climate Change Performance Index (CCPI) in base alle loro misure di protezione del clima. Nella classifica dei 60 Paesi messi a confronto nel CCPI, la Svizzera retrocede dal 15° posto del 2021 al 22° posto. La Svizzera ha ottenuto valutazioni particolarmente basse nelle categorie "politica climatica nazionale", "consumo energetico pro capite" e "obiettivi di espansione delle energie rinnovabili entro il 2030" In questo modo si colloca addirittura dietro all’Egitto, alle Filippine e all’intera UE. Ora, per non restare indietro, è importante cogliere tre importanti opportunità: il referendum sul controprogetto indiretto all’Iniziativa per i ghiacciai, la revisione della legge sull’energia e la revisione della legge sul CO2. Citazione di Patrick Hofstetter, esperto di protezione del clima di WWF Svizzera «La Svizzera rischia di restare indietro sul piano internazionale: in questo momento è fondamentale ottenere un chiaro SÌ della popolazione alla controproposta indiretta all’Iniziativa per i ghiacciai e sfruttare la revisione della Legge sull’energia e sul CO2 per espandere l’efficienza energetica e le energie rinnovabili e ridurre in modo significativo le emissioni». Le carenze della Svizzera La Svizzera ha ricevuto valutazioni basse soprattutto nelle sottocategorie obiettivi di espansione delle energie rinnovabili entro il 2030 e consumo energetico pro capite. Anche nella categoria politica climatica nazionale otteniamo una valutazione bassa - cosa che non stupisce, visto che la nostra attuale politica climatica si basa ancora sul dibattito politico del 2010, cioè molto prima dell’Accordo di Parigi sulla protezione del clima. Non si può restare indietro In questo momento per la Svizzera è importante non restare indietro. Nel giugno prossimo sarà presentato all’elettorato svizzero il controprogetto indiretto all’Iniziativa per i ghiacciai: un SÌ alla controproposta significherà una riduzione netta delle emissioni di gas serra a zero entro il 2050. Anche l’attuale legge sull’energia necessita di una revisione. In concreto, le energie rinnovabili vanno ampliate in tempi rapidi e, parallelamente, in modo ecologico, sfruttando finalmente anche il potenziale di risparmio. Inoltre è necessario rivedere la legge sul CO2 allineandola all’Accordo sul clima di Parigi. I posti dal 1° al 3° rimangono vuoti I posti dal 1° al 3° continuano a restare vuoti, visto che ancora nessun Paese si trova sulla giusta strada per arginare il riscaldamento a 1,5 gradi. Grazie alle loro ambiziose misure di protezione del clima e a una rapida espansione delle energie rinnovabili, Danimarca e Svezia sono di nuovo ampiamente in testa. Anche l’intera UE supera la Svizzera, sebbene la sua politica di attuazione dell’accordo di Parigi non sia ancora in vigore. In coda alla classifica troviamo i principali produttori di petrolio e gas Kazakistan, Arabia Saudita e Iran. ---- Informazioni sull’indice di protezione climatica: l’indice sulla protezione climatica (Climate Change Performance Index, CCPI), pubblicato da Germanwatch, Climate Action Network e dal NewClimate Institute, è una classifica di 59 Paesi e dell’intera UE, che insieme sono responsabili di circa il 90% delle emissioni globali di gas serra. Le quattro categorie valutate sono: Emissioni di gas serra (40%, aggiornamento al 2021), Energie rinnovabili (20%, aggiornamento al2020), Consumo energetico (20%, aggiornamento al 2020) e Politica climatica (20%, aggiornamento al 09/2022). Quest’ultima si basa sulle valutazioni di esperti di organizzazioni e think tank dei rispettivi Paesi. Quest’anno circa 450 esperti hanno partecipato per stilare la classifica. Link al Report CCPI 2023 e alla grafica. Contatti: Susanna Petrone, Responsabile della comunicazione WWF Svizzera, 076 552 18 70, susanna.petrone@wwf.ch Patrick Hofstetter, esperto sul clima WWF Svizzera (intervista possibile in tedesco ed inglese), 044 297 22 77, patrick.hofstetter@wwf.ch
    /it/media/rating-sul-clima-la-svizzera-retrocede-a-meta-classifica